| Morgana's profile(¯`·˛۵¸·´¯) Le Nebbie di...PhotosBlogLists | Help |
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Mi mancano le farfallePrima di partire per la Slovenia ho pensato bene di riordinare un pò la mia camera, giusto per non dover cominciare il viaggio con quell’orribile senso di colpa che ci portiamo dietro quando siamo consapevoli che al rientro ad attenderci ci sarà il caos più totale, approfittando dell’assenza dei miei – che erano in vacanza – e di mia sorella che in vacanza non era ma tornava a casa giusto all’alba dalle 5 alle 7 per riposarsi dalla disco prima di andare a lavorare. Ho praticamente svuotato tutta la stanza per poi rimettercela dentro e non immaginate cosa c’ho trovato: ricordi che ricordi più non erano perchè me li ero scordati, pezzi di vita nascosti sotto il letto o aggrovigliati nell’armadio ma soprattutto sono riaffiorate le mie innumerevoli collezioni. Di cosa? Di tutto! Col passare degli anni ho collezionato l’impossibile, cose talmente diverse tra di loro a testimonianza delle mie crisi esistenziali che ogni tanto mi assalgono; se penso a quanti soldi ho speso mi viene il panico perchè a quest’ora potrei avere la camera un pò più vuota – e un pò più in ordine – e sicuramente più soldi…mhmm no, questi ultimi forse no… Dunque le prime collezioni sono anche le più ovvie: schede telefoniche e francobolli. Insomma francobolli mica tanto, ricordo che volevo cominciare – avevo 12 anni – per copiare mio cugino e ne ho staccati giusto un paio da qualche cartolina ricevuta, rovinando tra l’altro anche la cartolina con leggero disappunto di mia madre. Con le schede invece mi misi proprio d’impegno, ne ho collezionate circa un migliaio, qualcuna anche straniera, e ricordo che in quegli anni entravo nelle cabine telefoniche per cercarle: una volta ne ho trovata una a tiratura limitata e ho pensato che la persona che l’aveva lasciata lì doveva essere pazza per rinunciare così a quel tesoro… Chiaro che la pazza probabilmente ero io. Alle altre collezioni non so dare un ordine cronologico – colpa delle crisi esistenziali –. C’è stato un periodo in cui ero fissata con gli spilloni per capelli. Ero diventata cliente abituale di un negozietto che sta al centro commerciale, anzi ho il sospetto che li ordinassero solo per me. Poi ho cominciato a perdere i capelli. Una delle più recenti invece è quella dei Mini Trudi, ma poi hanno aumentato il prezzo, in più mettici il fatto che si riempiono di polvere e io odio togliere la polvere, soprattutto dai peluche, mica è una cosa da niente, così ho comprato un cesto in vimini e ce li ho messi dentro. Almeno adesso posso dire che non ne compro più perchè il cesto è pieno. Poi è stata la volta della pallematte, avete presente? Quelle palline colorate che si trovano nei distributori? Mi dava una mano anche mia sorella e una volta ci eravamo talmente afflippate con una pallina che non usciva mai che abbiamo passato mezz’ora davanti alla macchinetta per studiare il modo di farla uscire. Non abbiamo risolto granchè ma la costanza – ovvero spendere 0,50 centesimi ogni volta che passavamo di lì – ci ha premiati e dopo qualche mese la pallina è venuta fuori da sola. Non vi racconto l’emozione provata in quegli istanti. Credo di sapere come si è sentita la Vezzali alla sua 357esima medaglia d’oro. Abbiamo smesso quando la mensola su cui poggiavano tutte le palle si è inclinata di 5 centimetri. A vent’anni collezionavo i numeri di AD – la rivista di case e arredamento – . Ricordo solo che costava un sacco di soldi – a quell’epoca c’era ancora la Lira – e che un giorno mi sono detta “ma a che ca22o mi servono sti giornali se vivo ancora con i miei e non si vede uno straccio di fidanzato all’orizzonte?”. E ho smesso. Quando ho conosciuto Andrea invece è stata la volta dei biglietti del cinema. Ogni volta che andavamo a vedere un film TAC! il biglietto era la prima cosa a cui pensavo. Quando andavamo in gruppo capitava che fosse una persona sola a prenderli per tutti e io per tutta la durata del film stavo lì a pensare a come avrei potuto chiedergli di darmi il mio biglietto senza sembrare esaurita. Ho smesso perchè…non ricordo perchè ho smesso. Probabilmente ho cominciato semplicemente a dimenticarmene e a cestinarli per sbaglio insieme alle carte sporche del KitKat. Per un periodo ho collezionato anche i pupazzetti del McDonald, una mia amica me li portava persino da Bologna, ma dopo un pò ho cominciato ad accusare un leggero dolore al fianco… Per non parlare dei sottobicchieri……che magicamente una sera sono spariti dalla mia parete per essere ritrovati qualche settimana dopo nell’anta interna dell’armadio di mia sorella……così ho pensato che si trattava di una collezione troppo pericolosa e ho lasciato perdere. Ora invece colleziono rosari – si quelli per recitare le preghiere…lo so è strano se si pensa che non frequento molto le chiese – e riproduzioni di monumenti acquistati nelle città che visito. Tzè! Altro che Italia in miniatura , tra poco a casa mia ci sarà il Mondo in miniatura!! Ho solo un dubbio: di Taranto meglio prendere il Ponte Girevole o le cozze? Io vi dichiaro…Ecco le foto del matrimonio (cliccando sul link ce ne sono altre). E’ stata una bella cerimonia – in chiesa, officiata da un cugino – e una bella festa – al ristorante – . Il cibo era ottimo e fortunatamente abbiamo beccato il sole. E’ stata una giornata molto intensa ed emozionante, gran parte passata a piangere, bastava vedere qualcuno commuoversi e tac! cominciavano a piangere tutti. Meno male che non sono andata a pagare per farmi truccare… La sposa inoltre ha riservato a noi cugine una piccola sorpresa: ci ha fatto trovare un bouquet a testa (non proprio a testa…il fioraio ne ha dimenticato uno e Federica [quella con l’abito color pesco :P] è rimasta senza… o.O) e ci ha costrette a farle da damigelle. D’obbligo la spaghettata dopo la cerimonia a casa degli sposi all’una del mattino. Non so se sia dipeso dal coinvolgimento emotivo ma è stato davvero tutto bellissimo…e a quanto pare, a detta di tutti quanti, i prossimi a sposarsi saremo io e Andrea… -.- ma beeeene!! Oddio dopodomani mia cugina si sposa!!E’ la prima cugina che si sposa, cioè non proprio la prima in assoluto, è la prima dalla parte di mia madre ma siccome con la famiglia di mio padre non mi ci vedo e non mi ci sento è come se fosse la prima… E perciò mi sento nervosa come se dovessi sposarmi io, ho addirittura gli incubi notturni. L’altra notte ho sognato che sporcavo l’abito con……le mie cose, e al mio risveglio in effetti ho visto che mi erano venute…bè si forse non ha tanto attinenza col matrimonio. Ieri notte invece ho sognato che avevo dimenticato l’abito a casa e mia sorella ne aveva preso uno non so dove per rimediare, mentre stanotte…orrore!!…ho sognato di aver dimenticato……IL FONDOTINTA!!! Argh!! Come fa una sposa senza fondotinta?? Ho sognato persino che nelle foto venivo con le occhiaie e il viso color bianco cadaverico!! Vorrà dire qualcosa tutto ciò? Ecco a adesso mi farebbe comodo una medium o una cartomante, qualcuno che possa spiegarmi il significato di questi sogni… Ah! Volevo salutare il signor Giuseppe di Bergamo che mi ha dato il buongiorno stamane urlandomi gentilmente per telefono parolacce varie, insulti e minacciandomi di nonhocapitobenecosa! …ahahah…non so perchè ma la parola camerlengo mi fa morire dalle risate…! L’emancipazione dei RomIn auto, mentre aspetto che scatti il verde al semaforo mi si avvicina un ragazzo lavavetri e mi fa, col solito tono lamentoso: “ciao bella posso? non voglio soldi, voglio solo che mi compri qualcosa da mangiare…”
Segnali dal futuroLa settimana scorsa sono andata a vederlo al cinema ma non c’ho proprio la testa per recensirlo; stanno succedendo un sacco di cose in questo periodo della mia vita, belle e brutte, che proprio non riesco a concentrarmi neppure per scrivere Giro giro tondo (ehi! l’ho scritto!!). Ogni giorno vivo sensazioni diverse che mi riempiono di energie che non riesco ad indirizzare verso la giusta direzione. E devo ancora inserire le foto del viaggio… Mio nipote sa fare di meglio…Avete visto le repliche bicentenarie di E.R. che vanno in onda su Italia 1? Ma la siglia chi l’ha tagliata? Stevie Wonder? E poi questa psicosi Cluniana che sta dilagando peggio dell’influenza suina di mettere il nome GEORGE CLOONEY davanti a tutti: Vi-Ri-cor-do che il primo attore della serie è ANTHONY EDWARDS, capito? Per non parlare della grafica orribile con cui hanno scritto e.r. Proprio opera di Stevie Wonder, non c’è dubbio… Una storia semplice – Leonardo Sciascia
“Ancora una volta voglio scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla giustizia.” DÜRRENMATT Giallo ambientato in Sicilia, dove le protagoniste indiscusse sono la mafia e la droga, anche se le parole mafia e droga non vengono mai nominate. Una storia semplice nonostante sia un racconto di poche pagine è in realtà una storia ben complessa, piena di personaggi diversissimi tra loro che si ostacolano a vicenda: ci sono i buoni alla continua ricerca della verità, ci sono i cattivi che però cattivi non sembrano e poi ci sono gli indifferenti, quelli che per paura di finire nei guai preferiscono tacere la verità precludendo al mondo che li circonda ogni possibilità e speranza di cambiare. Essendo breve ma allo stesso tempo intricato, gli eventi nel romanzo si susseguono e si sviluppano velocemente in maniera semplice, diretta, di modo da far capire perfettamente al lettore ma senza lasciargli il tempo di riflettere e fare ipotesi e congetture. Il risultato quindi è un romanzo affascinante, che attira l’attenzione dalla prima all’ultima pagina e che lascia stupiti sul finale. E’ il primo libro che leggo di Sciascia, mea culpa! perchè scopro tardi uno dei più grandi e bravi scrittori italiani. Dietro i suoi scritti è evidente tutto l’amore e al contempo il dolore provato per l’Italia, la sua Sicilia e la società che non va, “Mi duole l’Italia!” diceva sempre. E questo romanzo è considerato il suo testamento essendo stato pubblicato, per volontà dell’autore, il giorno della sua morte, il 20 novembre 1989. Assolutamente da leggere! MBA - Macchianera Blog Awards 2009Anche quest'anno tornano i Macchianera Blog Awards, i riconoscimenti conferiti ai migliori blog della rete.
Potete votare nella scheda qui sotto!
Sto caricando la scheda…
E se la scheda non va c'è sempre il link Settimana CinematograficaDurante la settimana che ho passato per metà drogata dagli antibiotici sul divano e per l’altra metà drogata dagli antibiotici in ufficio, ho guardato un pò di film. Non mi va di recensirli uno per uno dato che il mio cervello è ancora felpato da quei pochissimi batteri sopravvissuti perciò mi limiterò a un breve commento il più esplicativo possibile:
Una marea di gay ha invaso il mio schermo. Uno di loro quasi per gioco decide di entrare in politica…solo che poi muore, ucciso da Josh Brolin (che resta sempre un gran figo!). Ecco, l’uccisione me la sono persa…maledetti antibiotici! Giudizio: bello e interessante
Un bimbo un pò matto è convinto di provenire da Marte e quando le cose non vanno come dice lui…ti disintegra, con una potentissima mossa delle mani che ho provato a rifare ma non sono riuscita a sistemare le dita nella posizione giusta…è proprio vero che sono umana… Giudizio: bello +. Il bambino è buffissimo
Una coppia decide di aprire una casa famiglia. Dove? Nell’orfanotrofio dove stava lei da piccola (forse in un cimitero era meglio). Poi cominciano a succedere cose strane… Giudizio: molto bello! Un incrocio perfetto tra The Others e, per stile, Il labirinto del fauno
La coppia più amata del cinema si separa e a lui non va giù… Giudizio: commedia brillante grazie al genio di Billy Crystal
Una giovane sposa non va d’accordo con la suocera… Sai che novità!?! Giudizio: divertente. Sano humour inglese
Due deficienti che si chiudono in casa con gli assassini fuori. Giudizio: atmosfera inquietante ma di occasioni per scappare ce n’erano…ripeto: due deficienti. Semifreddo all’aranciaQuesta è la torta che ho preparato per il compleanno del mio ammooore, lo scorso 25 agosto. Per la base ci vuole un bel pan di spagna, piuttosto alto. Questa volta ho voluto provare la ricetta originale che non prevede l’utilizzo del lievito e cioè: 5 uova + 150 gr di zucchero e un pizzico di sale da montare con uno sbattitore elettrico per ben 15 minuti. E’ importante sia il tempo che il verso – sempre lo stesso – perchè alla fine le uova avranno quadruplicato il volume. Dopodichè aggiungere 150 gr di farina, meglio se fate 75 di farina e 75 di fecola, e 1 bustina di vanillina e mescolare con un cucchiaio di legno dal basso verso l’alto facendo attenzione che non si formino grumi. Versare quindi in una teglia da 24 cm imburrata e infarinata e cuocere in forno caldo a 180° per 30/40 minuti. Controllate la cottura bucandolo al centro con uno spaghetto. Miraccomando non aprite il forno prima della mezz’ora e anche dopo la cottura lasciatelo in forno spento per una decina di minuti, altrimenti il pan di spagna rischierà di sgonfiarsi. Fatto questo ho tagliato la calotta superiore a mo’ di coperchio e letteralmente svuotato l’interno del PdS ottenendo quindi una sorta di contenitore dove ho versato la crema semifredda all’arancia, preparata così: in un pentolino ho sbattuto 4 tuorli con 120 gr di zucchero, ho unito 1 cucchiaio di scorza d’arancia e 1 di scorza di limone grattugiati, e il succo di 2 arance e di 1 limone. Ho aggiunto 15 gr di gelatina in fogli precedentemente ammollati in acqua e strizzati e messo tutto sul fuoco a fiamma bassa per far addensare. Una volta tolto dal fuoco e aver fatto intiepidire ho unito 4 albumi montati a neve ferma e 300 ml di panna montata. Ho versato nel PdS, ho ricoperto con la calotta e messo in freezer a solidificare per 2 ore. Potete comunque lasciarcela tutto il tempo che volete, basta tirarla fuori almeno una mezz’oretta prima di consumarla. Ah! Non dimenticatevi di decorarla…
Per non sprecare l’interno del PdS potete fare un semplice dolce alternandone le fette ad una crema ottenuta mescolando mascarpone e noci. ;* Slovenia – la terra delle api bast…Eccomi di ritorno da questa tanto attesa vacanza! :) La Slovenia è davvero molto bella ed è anche stata presa d’assalto dalle api a quanto pare! Ce n’erano dappertutto: in cima alle montagne, dentro le grotte, in riva al mare…ovunque, e non ti lasciavano mai in pace per pranzare. La nostra prima tappa è stata Bled con il lago e l’isoletta a forma di goccia al centro che formano uno scenario davvero strepitoso, per non parlare del castello messo lì bello bello sullo strapiombo. Sul lago abbiamo fatto il giro con il trenino ma se capitaste da quelle parti ve lo sconsiglio vivamente: meglio affittare una pletna – una specie di gondola NdM – che vi porta sull’isola mentre vi godete il panorama. Anche il castello è molto carino: lo spiazzo centrale con un’enorme terrazzo che affaccia direttamente sul lago è stato adibito a ristorante dove abbiamo pranzato (assieme alle api): anche qui la visione era mozzafiato; nella cantina abbiamo acquistato un paio di bottiglie di vino di cui una l’hanno fatta imbottigliare interamente a noi con tanto di certificato rilasciato alla fine, esperienza carina. Nel pomeriggio invece è stata la volta della Gola di Vintgar dove per arrivare alla cascata bisogna percorrere una passerella di legno con annessi ponti traballanti costruiti a ridosso delle pareti rocciose. La cascata alla fine si è rivelata un pò una delusione, forse questa non è la stagione giusta, ma per il percorso direi proprio che ne è valsa la pena. Il giorno dopo abbiamo fatto visita alla capitale, Lubiana, ci siamo fatti un giro nel parco Tivoli dove ho quasi divorato una specie di zuccotto gigante, dico quasi perchè alla fine non ce l’ho fatta e l’ho ceduto ad Andrea. Siamo passati per il Triplice ponte e anche qui visita al castello dove per arrivarci abbiamo preferito prendere la funicolare piuttosto che farci 15 minuti di salita. Il castello è stato un pò deludente, non c’era molto da visitare perchè la maggior parte delle sale vengono utilizzate per concerti, conferenze e via dicendo ed erano quindi chiuse. Per motivi di tempo a pranzo ci siamo fermati al McDonald (mea culpa!) e purtroppo non abbiamo fatto in tempo a vedere la statua del drago, simbolo della città. L’unico museo che volevamo visitare, quello di Arte Moderna…era chiuso per restauro. -.- Nei giorni seguenti abbiamo visitato le grotte di Postumia lunghe 5,7 km di cui 4 da percorrere con un trenino e il resto a piedi. Molto belle e mooolto grandi, anche qui c’era il solito ponte traballante per passare da un corridoio all’altro. Siamo andati anche al Vivarium a vedere il Proteus, chiamato il pesce uomo mi sembra, anche se a me pareva più una lucertola con la testa di drago… Il castello di Prediama è stato l’ultimo visitato in terra slovena ma anche il più bello nonostante la mia guida dicesse il contrario. E’ costruito interamente in una grotta della montagna e dentro è tutto un saliscendi di scale con piccoli ponti levatoi per passare da un edificio all’altro. Assolutamente da visitare! Prima di ripartire abbiamo fatto anche una sosta a Portoroz, che sarebbe un pò la Rimini d’oltralpe, ma sarà perchè il turismo era scemato (parecchio) non c’era granchè da vedere, e anche il mare e la sabbia (se sabbia si può chiamare…era più terra/fango che altro) non erano molto allettanti. Insomma a parte qualcosina ina ina abbiamo visitato posti davvero meravigliosi, e nonostante le camminate chilometriche non mi sono stancata per niente ma anzi sono tornata rilassata e addirittura (e da qua si capisce che l’influenza non mi ha ancora abbandonata) ben disposta al rientro a lavoro. Anche il cibo è ottimo, molto simile a quello italiano. L’unico piatto particolare assaggiato è stato lo strikli, una specie di strudel che viene prima lessato e poi passato in padella col burro (ho già trovato la ricetta!!). Noi lo abbiamo mangiato ripieno di spinaci (paradisiaco, abbiamo chiesto il bis) ma si può fare anche dolce con la ricotta. Al rientro, per spezzare il viaggio, ci siamo fermati un paio di notti a Rimini e a San Marino…insomma abbiamo cercato di prolungare questa vacanza il più possibile e aggiungerei pure che me la sono proprio meritata. A presto le foto! io sono viva e sono quiCi sono! Ci sono! In realtà c’ero anche la settimana scorsa ma non ero molto in me… Sono una di quei poveri sfigati che ha beccato l’influenza ad agosto, anche se è stata magnanima perchè in genere mi prende il 14 e mi rovina ferragosto, quest’anno invece è arrivata il 16 così ho potuto passare il 15 indenne! Mi ci è voluta un’intera settimana per riprendermi e non è che sia guarita del tutto ma riuscire a stare in piedi per 30 minuti di fila direi che è già un traguardo visto che secondo la diagnosi di mia sorella ero affetta da influenza suina e comunque sia mi accontento di non avere la febbre così almeno sabato potrò partire per la vacanza vera e propria! Quest’anno parto per la Slovenia dove mi divertirò a visitare grotte sotterranee, a percorrere gole sperando che le mie vertigini decidano di andarsene in vacanza pure loro possibilmente lontano da me. Se non dovessi più tornare è perchè probabilmente il ponte di legno su cui camminavo ha ceduto…ma vi farò sapere con precisione al mio ritorno, se torno. Eagleye / Le morti di Ian Stone / Il respiro del diavolo
Jerry Shaw e Rachel Halloman non si conoscono ma si ritrovano all’improvviso insieme in una frenetica corsa contro il tempo dove non hanno assolutamente idea di cosa stiano facendo e da chi debbano scappare, l’unica cosa certa è che devono obbedire agli ordini ricevuti per telefono da una misteriosa voce femminile. Carino. La parte più interessante è sicuramente la prima metà del film dove un sacco di personaggi sconosciuti si avvicendano tra loro aumentando nello spettatore la curiosità di capire il perchè e il come di tutto. Anche quando viene svelato cosa c’è dietro e chi è questa donna che ricatta i protagonisti devo ammettere che non è stato male. La trama regge. E’ sicuramente un film piacevole senza particolari pretese da vedere in una tranquilla serata estiva.
Ian Stone è un giovane giocatore di hockey. Una notte viene aggredito da una strana creatura e muore…per poi risvegliarsi subito dopo in un’altra vita nell’ufficio in cui lavora. La morte gli farà visita più di una volta e sempre Ian si sveglierà in un’altra vita, fin quando non comincerà a ricordare quello che è successo, giungendo così a distinguere il filo conduttore dei suoi decessi. La trama è originale e il film sembrava alquanto promettente all’inizio, peccato che nel momento in cui ci si comincia a capire qualcosa si cade un pò nella banalità. La storia diventa ripetitiva e il finale viene risolto troppo facilmente e senza particolari colpi di scena, magari se si fossero impegnati un pò di più senza avere paura di renderlo più impegnativo ne sarebbe venuto fuori davvero un bel film. Direi comunque guardabile.
Max, ex malavitoso, tenta ri rifarsi una vita assieme alla sua ragazza come onesto cittadino ma riceve solo porte in faccia. Decide così come ultima risorsa di accettare la proposta di un collega e di rapire David, un bambino di 10 anni. Ben presto però i rapitori si accorgeranno di essere in balia del ragazzino… Diciamo la verità: l’unica cosa positiva del film è Josh Holloway, il Sawyer di Lost. Il film non racconta nulla di nuovo e sin dall’inizio è abbastanza prevedibile e per nulla terrificante. L’unica cosa degna di nota potrebbe essere lo scoprire il mandante del rapimento ma anche lì ragionando un pò ci si arriva. Il bambino poi, che dovrebbe essere la creatura demoniaca in grado di terrorizzare o perlomeno inquietare, risulta semplicemente antipatico e anche un pochino snob. Insomma si può benissimo evitare a meno che non sentiate la necessità impellente di rifarvi gli occhi con Sawyer.
L'inchiesta continua...Tornando al Twister.
Oggi osservando un'insegna dei gelati Algida ho scoperto che il Twister è l'unico a non avere il prezzo segnato accanto.
Il mistero s'infittisce... FreddoPer oggi un piccolo racconto contrapposto alle temperature che abbiamo in questi giorni! Mi lasciano qui. Sola. Ogni volta. Li vedo passare. Pacchetti. Buste. Frenesia pura. Corrono. E intanto io li osservo, non vista. Li invidio. Vorrei essere in mezzo a loro, vorrei sentirmi come loro, provare quello che sentono, percepire il calore umano, sentirmi viva. Ma il vuoto che porto dentro mi fa cadere nell’oblio. E continuo a restare qui, ad osservare. Da quanto sono qui? Giorni? Mesi?…no…anni! Il lento procedere del tempo… All’inizio lo tolleri, poi diventa insopportabile e alla fine non ci fai più nemmeno caso. Recupero il senso del tempo quando mi tirano fuori da quel vecchio scaffale, mi danno una spolverata e mi sistemano in vetrina. Quest’anno però mi hanno attaccato addosso il cartellino rosso. Ogni volta che ne vediamo tirare fuori uno restiamo lì in attesa di scoprire chi sarà il malcapitato di turno. Il cartellino rosso è segno di vecchiaia. Vuol dire che non servi più, che hai fatto il tuo tempo e ti resta un’ultima possibilità prima di finire nel retro bottega, dove qualcuno si prenderà le parti migliori di te per farci qualcos’altro. E così quest’anno è toccato a me. Ho visto il mio padrone mentre scriveva sopra l’importo. Lui pensava che non me ne fossi accorta, ma anche se fossi stata distratta ci avrebbero pensato le risatine delle altre ad avvertirmi. Oh, ma non è sempre stato così. All’inizio ero quella che valeva di più. Ero appena arrivata e le altre mi guardavano rose di gelosia. Mi avevano messa in bella vista così che tutti potessero vedermi. Contavano su di me. Ero l’unica ad avere un passato prestigioso alle spalle. La mia storia aveva affascinato il mio padrone. Del resto non capita tutti i giorni di incontrare una come me, che ha vissuto guerre ed ha avuto la fortuna di condividere il cuscino di persone importanti. Ma a quanto pare la mia storia non interessa a nessuno. La gente vuole solo le cose belle ormai, quelle che solleticano di piacere la vista. Una volta però mi hanno scelta. Che orgoglio quel giorno! Ero così contenta che non vedevo l’ora di arrivare nella mia nuova casa. Poi però, durante il tragitto, hanno cambiato idea. Dissero che il problema era la mia mano destra. So a cosa si riferiscono, ma io e il mio padrone speravamo non se ne accorgessero. E’ stato tanti anni fa, prima di arrivare qui. Lei era arrivata da pochi giorni e sin da subito era stata gelosa della mia padrona, così per farle un dispetto mi spinse giù per quella orribile e lunga scalinata. Fortunatamente sul volto non rimasero segni, ma alcune dita della mano si ruppero. E da allora, da perfetta quale ero, sono diventata una bambola rotta, e sono finita tra i giocattoli vecchi. E ora attendo. Attendo che qualche bambina venga a prendermi desiderosa di conoscere la mia storia prima che sia troppo tardi, prima che il padrone decida che per me non c’è più posto. Prima di diventare inutile. Prima di diventare qualcos’altro. L’inchiesta
Ve lo ricordate il twister? Se qualcuno di voi ultimamente è entrato in una gelateria ha sicuramente notato che è stato rifatto dall’Algida, peccato però che non si trovi! Ora non so se sono sfigata io (che ci sta) oppure effettivamente non si trova in vendita. Ho chiesto a non so quante gelaterie, nei centri commerciali, in città, sul litorale, macchè! Non c’è l’ha nessuno, qui a Taranto almeno. Ditemi: nelle vostre città si trova??? Notte fatale – Nelson DeMille
Thriller discreto, niente di eccezionale a parte il fatto che s’incastra tra vari fatti di cronaca realmente accaduti, in cui l’autore invia chiari messaggi che sposano la tesi sostenuta dai complottisti nei vari tragici incidenti aerei degli ultimi anni. Si limita però soltanto a questo: a mettere la pulce nell’orecchio, a lasciare intendere che probabilmente molte prove sono state insabbiate ma senza avanzare nessuna ipotesi su chi possa esserci dietro e sulle motivazioni che hanno spinto a camuffarle. Per questo il finale l’ho trovato un pò deludente, ma probabilmente era volutamente intenzione di DeMille: l’unica certezza che abbiamo infatti è che la verità non verrà mai a galla e quello che conta davvero sono le migliaia di vite umane che ogni giorno muoiono innocentemente. Per il resto i protagonisti sono bene o male gli stessi degli altri episodi: ritroviamo l’agente dell’FBI Kate Mayfield, l’amico poliziotto Dom Fanelli fino ad arrivare a un uomo che Corey pensava ormai di essersi tolto dai piedi. Le battute ironiche del protagonista non mancano e fino all’ultimo non si ha nessun sentore dell’imminente catastrofe che sta per abbattersi sui nostri, di questo almeno bisogna dare atto a DeMille il quale però non riesce mai a spiccare il volo, nelle sue storie manca sempre l’ingrediente giusto che permetterebbe ai lettori di sognare e che lo collocherebbe tra i più bravi autori thriller, insomma per dirla come la mia prof. d’italiano: è capace ma non si applica. QUI c’è un report sull’incidente del 17 luglio con la trascrizione del traffico aereo al momento dell’esplosione con relative immagini. Da brivido.
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