Morgana's profile(¯`·˛۵¸·´¯) Le Nebbie di...PhotosBlogLists Tools Help

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    Il buonumore

    E’ una cosa strana perchè a volte non ti viene nemmeno se ti concentri a pensare a tutte le cose belle che ti sono successe nella vita, altre invece ti resta appiccicato addosso anche se ti capitano piccole tragedie quotidiane una dopo l’altra come svegliarsi tardi e totalmente rincoglionita di lunedì mattina che già è tragico da sè per l’inizio della settimana, oltretutto fa talmente freddo che per uscire dal letto avresti bisogno della pelliccia intera di King Kong per coprirti, come se non bastasse il caffè d’orzo ti ustiona la lingua perchè ti sei dimenticata il latte sul gas, il parcheggio vicino all’ufficio non lo trovi nemmeno a pagarlo e sei costretta a mettere l’auto lontana e a farti altri 10 minuti di strada a piedi con il vento che ti viene contro e dulcis in fundo arrivi al lavoro e trovi la solita cliente rompiballe che si sta lamentando perchè le avete consegnato il pacco troppo velocemente e invece lei lo voleva con un giorno di ritardo!! Nonostante tutto questo guardo il cielo fuori che è di un grigio che più grigio non si può……e mi sento allegra.

    pensiero/3

    Prometto che farò in modo che questo sia l'ultimo pensiero, anche perchè più passa il tempo e più diventano superficiali. Io e mia nonna siamo nate lo stesso mese - dicembre - lei il 7, io il 17... Poco fa mi sono accorta che il giorno in cui è morta era il 17.

    Sono stupidaggini ma più cerco di non avere a che fare con una persona più mi accorgo di quante cose (sciocchezze) abbiamo in comune.

    Quindi morirò il giorno 7 ?!?

    pensiero/2

    Ho scoperto che mia nonna mi confondeva con qualcun altro.

    Aveva una macchina da cucire di quelle grandi complete di mobile in legno e negli ultimi tempi diceva sempre a mia madre "questa la vuole Monica, prenditela e portala alla piccina (si per lei ero piccina anche a 30 anni) mi ha detto che la vuole lei, ci tiene etc etc...". Il problema è che questa discussione non ha mai avuto luogo, non ho mai detto, nè nemmeno lontanamente pensato una cosa del genere...che cosa me ne dovrei fare di una macchina da cucire se a stento riesco ad attaccare un bottone?

    Tra le altre cose ho notato come la morte dei miei nonni materni abbia cambiato totalmente la nostra vita, sia praticamente che mentalmente, nonostante vivessero a 80 km da qui. La morte della nonna paterna invece non ha cambiato assolutamente nulla, in nessun senso...e questa cosa mi lascia alquanto interdetta.

    Inoltre ho sempre pensato che non mi piace avvicinarmi alle salme, soprattutto se di persone a cui volevo bene, e invece ho capito che è la cosa più giusta e sansata da fare. L'ho fatto con i nonni materni, è stato dolorso ma è stato anche il modo per accettare la loro morte, per concludere il loro ciclo vitale. Con l'ultima nonna non l'ho fatto, non mi sono avvicinata alla bara, non ho visto il suo volto e me ne pento perchè è come se fosse rimasto qualcosa in sospeso, non riesco a mettere la parola fine alla sua vita terrena. E questa cosa mi sta mangiando il cervello.

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    Mi sono appena ricordata che mia nonna non cambiava mai l'orario, per lei l'ora legale non esisteva... E' strano: questa cosa ci ha dannato per anni perchè dovevamo stare ai suoi orari. Per dire, se doveva fare l'insulina alle 9.00, quando cambiava l'orario per lei erano sempre le 9 ma per noi erano le 10 di sera, e così via dicendo...dicevo è strano perchè questa cosa me l'ero completamente dimenticata. Come si fa a dimenticare un'abitudine?

    A chi so io ;)

    Se potessi far tornare indietro il mondo farei tornare poi senz'altro te

    per un attimo di eterno e di profondo

    in cui tutto sembra sempre niente c'è

    Tenersi stretto stretto in tasca il mondo per poi ridarlo un giorno forse a te

    a te che non sei parte dell'immenso

    ma è l'immenso che fa parte solo di te!

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    Finalmente ho terminato il quinto volume de La Recherche!

    E non è un pesce d'aprile! :)

    pensiero/1

    Ho pensato tanto se scrivere o no questo pezzo. Mi spaventava quello che avrei tirato fuori da me stessa, ma poi mi sono convinta che non mi avrebbe fatto altro che bene. Le cose da dire sono tante, non so da dove cominciare e non so nemmeno se riuscirò a ricordarle tutte.

    La mia reazione alla morte di mia nonna è stata...strana. Solitamente sono una che piange sempre. Dalla morte dei miei nonni materni, venuti a mancare entrambi nel 2006 a distanza di 6 mesi l'una dall'altro, credo di non essermi ancora ripresa. Ogni volta che ci penso devo chiudere gli occhi e contare fino a 10 per non scoppiare a piangere all'improvviso, apparentemente, per chi mi dovesse guardare in quel momento, senza motivo...e invece, da martedì mattina, quando ho sentito mio padre che urlava al telefono "cosa?? che stai dicendo??" alla badante che gli comunicava la morte di sua madre, non ho versato neanche u-n-a l-a-c-r-i-m-a!

    In realtà non le ero molto affezionata. C'erano cose di lei, alcuni suoi comportamenti che non mi piacevano. E non sto parlando dei soliti capricci dovuti alla vecchiaia, anche perchè mia nonna, nonostante avesse 90 anni, era molto lucida, persino più di me. Mi riferisco ai cosiddetti scheletri nell'armadio che ognuno di noi si porta dietro nel tempo, frasi e modi di agire che hanno diviso per sempre i componenti di un'intera famiglia. Mi duole dire che è stata colpa sua, ma a pensarci bene...è andata proprio così.

    Non so...dovrei sentirmi un mostro perchè non riesco a provare dolore? L'unica cosa che mi dispiace è che sia morta da sola e soffrendo. La badante l'ha trovata con gli occhi spalancati. Probabilmente non se lo aspettava nemmeno lei. Pensava che fosse solo un mal di pancia e che al mattino sarebbe passato tutto, del resto era quello che pensavamo anche noi. Ecco, se me la immagino nel suo letto, da sola mentre esala i suoi ultimi respiri, provo tanto dolore e dispiacere per non essere stata lì con lei a confortarla, a dirle di non avere paura. Ecco, se penso a questo mi viene da piangere. Ma se penso al modo in cui si è comportata da viva con i suoi figli, sangue del suo sangue, il cuore mi diventa più duro della pietra. Si dice che quando una persona è in punto di morte gli si perdona tutto...non so se ci riesco. Mi sento orribile e contemporaneamente giustificata per il mio stato d'animo. A contribuire ci si mette anche il fatto che sia successo tutto così all'improvviso. Certi momenti non mi sembra vero che non sia più a casa sua. Forse è per questo che ancora non riesco a piangere. So di non essere ancora completamente cosciente della sua morte, magari quando lo capirò davvero riuscirò a piangerla come ho fatto con gli altri nonni. Aspetto quel momento, forse per togliermi un peso dalla coscienza, ma allo stesso tempo penso che non merita tanta sofferenza da parte mia. Mi domando se io sia una persona orribile o se, data la situazione, sia normale. Probabilmente continuerò a vivere con questo peso fin quando toccherà a me: solo allora forse capirò.

    Riflettiamo...

    Dobbiamo riflettere...ok! Solo che io resto qui come una sfigata a fare la solita vita di sempre mentre tu te ne vai a Roma per 2 giorni. E di grazia, quando rifletterai? Mentre mangerai una pizza di fronte al Colosseo? O quando ingurgiterai un gelato a Piazza di Spagna? Se io avessi avuto la possibilità di riflettere davvero l'avrei fatto 3 mesi fa, la settimana scorsa e anche ieri ma sai com è, a volte per riflettere una persona ha bisogno di staccare la spina dalla solita quotidianità, proprio come hai fatto tu espatriando nella capitale. E mi vieni pure a dire che siamo nella stessa condizione? non credo proprio: lo stress che hai accumulato tu negli ultimi mesi non è nemmeno lontanamente paragonabile allo stress che sto accumulando io!

    Rifletti rifletti...

    come si fa?

    come fai quando sei indecisa sul da farsi? quando sei divisa a metà e una parte vorrebbe odiare mentre l'altra ha bisogno di affetto? come fai a decidere qual è la soluzione migliore? prima pensi va bene facciamola finita e subito dopo, non appena il pensiero ha preso forma nella tua mente pensi subito il contrario e che non puoi assolutamente permettere che accada. forse sarà il tempo a farti vedere le cose con più lucidità, così potrai decidere senza rimpianti. ma fino ad allora che farai? non puoi certo costringere gli altri ad aspettare i tuoi tempi eppure lo vorresti, ma sai che non puoi chiedere così tanto. magari sarebbe stato meglio se tutto fosse finito tre anni fa ma allora la cosa ti spaventava, ti è caduta addosso all'improvviso non hai avuto neanche il tempo di rendertene conto, di capire cosa realmente fosse successo, non poteva finire tutto così di colpo. ti sei illusa di poter gestire la situazione, l'inesperienza ti ha convinto di essere più forte di quello che sei in realtà ma forse non è questo il punto, era tutto troppo grande, lo sarebbe stato per chiunque......... questo però non cambia il presente. nel presente purtroppo hai la testa piena di idee contraddittorie, stai male per questa battaglia interiore che si è sviluppata ed è cresciuta fino a diventare una guerra che ti sta dilaniando. come fai a decidere? a scegliere la strada migliore, la soluzione più giusta per tutti? forse è da vigliacchi ma dentro di te speri che sia qualcun altro o il destino magari a decidere per te..... e nel frattempo? nulla.

    Crisi di mezz'età

    E' normale avere crisi di mezz'età già a 28 anni? A volte mi sento vecchia! Ma proprio vecchia nel senso di antiquata, fuori luogo...come se tutto attorno a me fosse rimasto indietro e quindi giovane, mentre io sola vado avanti. Allora in quei momenti cerco di tirarmi su guardando chi è davvero più vecchio di me. E guardo mia madre, sperando che mi dica cose del tipo che a 50 anni il peso dell'età non lo senti o che cmq sono anni di vita vissuta e quindi ti senti piena, soddisfatta, realizzata anche se non hai portato a compimento nemmeno la metà delle tue ambizioni. E invece lei mi risponde "Tu e tua sorella non potete tornare piccole così andiamo a farci un giro al Luna Park?"

    Evidentemente non sono l'unica ad averle...

    Serendipity - Quando l'amore è magia

    Film del 2001. La trama la trovate qui, non ve la racconto perchè penso sia un film piuttosto noto (o lo conosco solo io?), ma soprattutto...perchè mi scoccio.

    E' una vita che volerlo vedere, ieri finalmente ci son riuscita, peccato che l'audio non fosse dei migliori e quindi mi son dovuta attaccare agli auricolari dell'ipod. Dimostro molta ignoranza se dico che non avevo mai sentito il termine serendipitezza prima? Addirittura pensavo l'avessero inventato apposta per il film!

    L'ho trovato romantico, non quanto Orgoglio e Pregiudizio, ma è uno di quei film che quando te ne vai a letto non riesci a smettere di sognare. Dopo l'ondata romantica però è sopraggiunta la paranoia. L'idea che ci sia qualcos'altro lì fuori, qualcosa che non riesci a vedere anche se ce l'hai davanti agli occhi, treni che lasci passare perchè non gli hai dato la giusta importanza e che invece avrebbero potuto cambiarti la vita. A volte scambiamo per segni del destino avvenimenti che in realtà sono semplici casualità e per casualità episodi su cui invece dovremmo soffermarci un pò di più. E' facile però pensare che sia tutto già predestinato. Chi lo pensa davvero secondo me non vuole assumersi la responsabilità del libero arbitrio. E infatti, come ad esempio succede nel film, i due ragazzi sono destinati a stare insieme, vabbè che lei è paranoica e s'inventa tutte le cose strane per vedere se lo sono per davvero (è bellissima però la scena in cui la fidanzata gli regala il libro prima delle nozze, lui apre la copertina, legge....quello che deve leggere [non vi dico cosa così vi vedete il film] e risponde "E' perfetto!". Al posto di lui mi sarei cavata il cuore e l'avrei schiacciato prima con un bel 12 cm, poi l'avrei sbattuto ripetutamente contro il muro e infine ci sarei passata sopra con un TIR!) dicevo...il destino ha dato loro un'unica possibilità, una sola, irripetibile, perchè se loro non avessero cercato poi di rimettersi in contatto non si sarebbero più rivisti...ed è questa idea che mi sta ossessionando dall'altra sera! E se il treno più importante mi fosse passato davanti mentre ero intenta a guardare le vetrine della libreria in cerca del libro giusto? E se invece l'avessi visto e snobbato?

    Lo so! Troppi se. Troppi se che portano alle fissazioni. E la vita, quella vera, che ti devi godere, non va avanti con queste. Ma se ci fosse qualcosa di vero allora puoi solo sperare che il destino sia magnanimo e ti dia un'altra possibilità per riconoscerlo. Se poi te lo fai scappare la seconda e magari pure la terza..ahò! so' cavoli tuoi! Va' da 'n'oculista!

    Buona giornata!

     
    Siediti e chiudi gli occhi . . .
    distendi ogni muscolo del tuo corpo e rilassati . . .
    magari con i caldi raggi del sole che ti inondano il viso . . .
    pensa a qualcosa di bello . . .
    adesso premi play e goditi questi pochi attimi . . .
     
     

    Dedicato a chi c'era

    Mi è arrivata per email, non potevo non postarla...
     
    Noi che...
     
    ci divertivamo anche giocando a "Strega comanda colore" e "Il lupo mangiafrutta"
     
    facevamo palla avvelenata
     
    giocavamo regolarmente a Ruba Bandiera (detto anche bandierina)
     
    non ci facevamo mai mancare "dire fare baciare lettera o testamento"
     
    i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva
     
    quando giocavamo col Lego facevamo castelli alti anche 6 piani che non si smontavano mai
     
    chi andava in bici senza mani era il più figo
     
    suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa
     
    facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente
     
    avevamo adottato cani e gatti randagi (nei casi peggiori bruchi!) che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale, anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca
     
    i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa
     
    dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella
     
    giocavamo a "Indovina chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria
     
    sul pullman della gita giocavamo sempre a "nomi cose e città" e la città con la D era sempre Domodossola
     
    con 100 lire ti prendevi una cicca, con 500 un pacchetto di figurine dei calciatori
     
    le cassette della Disney le abbiamo viste così tante volte che ora a distanza di anni sappiamo ancora cosa cantavano Robin Hood e Little John
     
    in TV guardavamo solo i cartoni animati (e abbiamo avuto la fortuna di vedere la prima serie dei Power Rangers...l'unica seria!!!)
     
    avevamo i cartoni animati belli!! ma davvero!! quelli di adesso sono così tristi...(come i bambini che hanno solo quelli da guardare..purtroppo!)
     
    litigavamo su chi fosse più forte tra le tartarughe ninja
     
    cercavamo di far sorridere i sofficini ma si rompevano sempre in 2
     
    non avevamo il cellulare per parlare in privato
     
    i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno a nostro rischio e pericolo
     
    si andava in cabina alla fine della scuola per prendere le schede finite
     
    c'era la macchina fotografica usa e getta e facevi fino a 20 foto!
     
    non era Natale se alla tivù non vedevamo la pubblicità della Coca Cola o della Bauli con l'albero decorato annesso
     
    le palline di Natale erano di vetro e si rompevano
     
    se guardavamo tutto il film fino alle 20.30 eravamo andati a dormire tardissimo
     
    guardavamo film dell'orrore anche se si aveva paura (la maggior parte di noi si ricorda IT, trasmesso su canale 5...tutti l'hanno guardato nascosti da qualche parte!)
     
    giocavamo a calcio durante l'intervallo...con qualsiasi cosa!)
     
    suonavamo ai campanelli e poi scappavamo
     
    nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti
     
    il bagno si poteva fare solo 2 ore dopo che avevi finito di mangiare
     
    a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali e senza rotelle
     
    quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta e con le scarpette nello zaino
     
    se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore
     
    le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google
     
    internet non esisteva
     
    la merenda a scuola te la portavi da casa
     
    si poteva star fuori il pomeriggio in bici
     
    se andavi in strada non era così pericoloso
     
    sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM
     
    il primo novembre era "Tutti i Santi" mica Halloween
     
    anche se un'email non la mandi a 1000 persone non ti succede niente
     
    Noi che...ci manca quel periodo...
    Ma che fortuna esserci stati!

    Un nuovo inizio?

    20 giugno 17.12
     
    E' successo.
    Forse sarebbe dovuto succedere tanto tempo fa.
    Adesso non soffriresti.
    Ti auguri soltanto che non sia troppo sconvolgente.
    Che la tua vita rimanga il più normale possibile.
    Momenti di panico si alternano a momenti di speranza.
    E a momenti di rabbia.
    L'unica cosa che ti riesce bene è pregare.
    Anche se non lo hai mai fatto in vita tua.
    Ce la farai? Ma si che ce la farai!
    Devi solo aspettare domani.
    E farà male un pò di meno.
    E la normalità arriverà a poco a poco.
    Come se non fosse mai andata via.
    O almeno questo è quello che ti auguri!
    candela

    ...

    06 novemreb 10.51
    Giornate vissute con il fiato sospeso, sei tesa come una corda di violino. Esci con gli amici, ti diverti, ridi e scherzi e poi eccolo lì, il pensiero, il ricordo di un problema che ancora non si è risolto e che chissà quando si risolverà, che torna per farti cadere da un istante all'altro in un abisso di angoscia. Cerchi di non pensarci perchè tanto non puoi farci niente, non tocca a te, però ecco che a quel punto si instaura un effetto domino e ti vengono in mente 3000 altri pensieri. Poi chissà perchè le notizie brutte non arrivano mai da sole. I problemi a lavoro scoppiano tutti insieme, cose spiacevoli accadono contemporaneamente a più persone che conosci e a cui vuoi bene...un inferno!La sera ti butti sul letto crollando dalla stanchezza, la stanchezza per le troppe emozioni provate e vorresti chiudere gli occhi e dormire per chissà quanto tempo ma il risveglio arriva sempre troppo presto. Non vorresti alzarti, ti piacerebbe passare tutta la giornata a letto ad oziare, ma quando apri gli occhi ti accorgi che non è poi così traumatico come credevi e che hai qualche speranza in più di ieri, così ti alzi, più forte dei giorni passati anche se non lo sai, e sei pronta ad andare avanti sperando che oggi arrivi la buona notizia che attendevi ieri e l'altro ieri...
    Passerà. Lo sai che passerà.
    Puoi solo sperare che passi presto.

    *¤*.¸¸.·´¨`»

    24 ottobre 19.16

    nonni

    Avete riempito d'amore la nostra vita,

    e di tutto questo amore vi ringraziamo.

    Vi vogliamo bene!


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    ...

    19 ottobre 11.13
     
    Oggi il mio stato d'animo è come il tempo...
    Grigio

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    ...

    28 dicembre 11.38
     
    sono molto pensierosa in questi giorni...mi sento ansiosa...mi addormento la sera con una strana sensazione, come se ci fosse qualcosa di incompiuto che ho lasciato, parlo delle piccole cose della vita quotidiana...un sms che non ho inviato, un documento senza importanza che magari non ho allegato ma che posso fare anche il giorno dopo...cose sceme insomma, ma che la sera quasi mi tormentano...forse c'è altro sotto ma non riesco a capire cosa...so solo che mi mette ansia...uff! Dovrei tranquillizzarmi di più probabilmente e convincermi che anche se ho dimenticato qualcosa non è poi così grave e che quando ci sbatterò la testa vedrò di risolverla al momento: inutile fasciarsela prima di romperla, vero?

    Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
    "Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"
    "Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro.
    "Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il
    pensatore.
    "Bene, gridiamo perché - desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò
    un altro discepolo.
    E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce
    bassa?"
    Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
    Allora egli esclamò: "Voi sapete perché si grida contro un'altra persona
    quando si è arrabbiati?
    Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si
    allontanano molto.
    Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare.
    Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi
    l'uno con l'altro.
    D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non
    gridano,
    parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La
    distanza tra loro è piccola.
    A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente
    sussurrano.
    E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta
    guardarsi.
    I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si
    amano si avvicinano.
    Infine il pensatore concluse dicendo:
    "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non
    dite parole
    che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la
    distanza sarà tanta
    che non incontreranno mai più la strada per tornare."

    Mahatma Gandhi

    Inno dell'amore

    27 dicembre 19.06
    Chi ama è paziente e premuroso.
    Chi ama non è geloso
    non si vanta
    non si gonfia di orgoglio.
    Chi ama è rispettoso,
    non va in cerca del proprio interesse,
    non conosce la collera
    dimentica i torti.
    Chi ama rifiuta l'ingiustizia:
    la verità è la sua gioia.
    Chi ama scusa tutto
    di tutti ha fiducia
    tutto sopporta
    non perde mai la speranza.
    L'amore mai tramonterà!
    Paolo di Tarso

    Depression city

    17 ottobre 10.06
     
    Che orribili risvegli mi attendono al mattino in questi giorni...
    Come se non ci fosse neanche un motivo per cui essere felici o anche solo vivere, come se avessi un peso che non riesce ad andare giù.
    Non c'è niente di colorato...solo il ritorno alla realtà dopo una notte che finisce troppo presto passata a sognare chissà cosa.
    Dura solo un attimo, poi risalgo, ma è talmente intenso che sembra non finire mai.
    Mi chiedo se finirà, se riuscirò ad essere più forte, a lasciarmi indietro le debolezze e a convincermi di aver fatto tutto il possibile e che anche se ho sbagliato l'ho fatto nell'ingenuità e non nella consapevolezza!
    Con la coscienza mi sento a posto, ma allora perchè non trovo comprensione nei suoi occhi ma solo un muro freddo e ostile?
    So che è per rabbia, soltanto per quello...non c'è altro!
    Parli di accuse che non esistono, che vedi solo tu...
    Confido nella speranza che un giorno potrà esserci un dialogo pacifico e civile e non solo le urla di cui sei capace.
    Chissà...

    Poesia di Montale

    13 settembre 18.10
     
    Posto qui questa poesia dedicatami da un amico su Internet!
    Grazie Pier
     
    Non so immaginare come la tua giovinezza
    si sia prolungata
    di tanto tempo (e quale!).
    Mi avevano accusato
    di abbandonare il branco
    quasi ch'io mi sentissi
    illustre, ex gregis o che diavolo altro.
    Invece avevo detto soltanto revenons
    à nos moutons (non pecore però)
    ma la torma pensò
    che la sventura di appartenere a un multiplo
    fosse indizio di un'anima distorta
    e di un cuore senza pietà.
    Ahimè figlia adorata, vera mia
    Regina della Notte, mia Cordelia,
    mia Brunilde, mia rondine alle prime luci,
    mia baby-sitter se il cervello vàgoli,
    mia spada e scudo,
    ahimè come si perdono le piste
    tracciate al nostro passo
    dai Mani che ci vegliarono, i più efferati
    che mai fossero a guardia di due umani.
    Hanno detto hanno scritto che ci mancò la fede.
    Forse ne abbiamo avuto un surrogato.
    La fede è un'altra. Così fu detto ma
    non è detto che il detto sia sicuro.
    Forse sarebbe bastata quella della Catastrofe,
    ma non per te che uscivi per ritornarvi
    dal grembo degli Dei.

    Questo amore - Jacques Prèvert

    13 settembre 16.36
     
    Questo amore Così violento Così fragile Così tenero Così disperato
    Questo amore Bello come il giorno Cattivo come il tempo Quando il tempo è cattivo
    Questo amore così vero Questo amore così bello
    Così felice Così gioioso Così irrisorio
    Tremante di paura come un bambino quando e buio
    Così sicuro dì sé Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
    Questo amore che faceva paura Agli altri E li faceva parlare e impallidire
    Questo amore tenuto d'occhio Perché noi lo tenevamo d'occhio
    Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
    Perché noi l'abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
    Questo amore tutt'intero Così vivo ancora E baciato dal sole
    E' il tuo amore E' il mio amore E' quel che e stato
    Questa cosa sempre nuova Che non e mai cambiata
    Vera come una pianta Tremante come un uccello Calda viva come l'estate
    Sia tu che io possiamo Andare e tornare possiamo Dimenticare
    E poi riaddormentarci
    Svegliarci soffrire invecchiare Addormentarci ancora
    Sognarci della morte Ringiovanire
    E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove
    Testardo come un mulo Vivo come il desiderio Crudele come la memoria
    Stupido come i rimpianti Tenero come il ricordo Freddo come il marmo
    Bello come il giorno Fragile come un bambino
    Ci guarda sorridendo Ci parla senza dire
    E io l'ascolto tremando E grido
    Grido per te Grido per me
    Ti supplico
    Per te per me per tutti quelli che si amano E che si sono amati
    Oh sì gli grido
    Per te per me per tutti gli altri Che non conosco
    Resta dove sei Non andartene via Resta dov'eri un tempo Resta dove sei
    Non muoverti Non te ne andare
    Noi che siamo amati noi t'abbiamo Dimenticato
    Tu non dimenticarci
    Non avevamo che te sulla terra
    Non lasciarci morire assiderati
    Lontano sempre più lontano Dove tu vuoi
    Dacci un segno di vita Più tardi, più tardi, di notte Nella foresta del ricordo
    Sorgi improvviso
    Tendici la mano
    E salvaci.