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…ahahah…non so perchè ma la parola camerlengo mi fa morire dalle risate…! L’emancipazione dei RomIn auto, mentre aspetto che scatti il verde al semaforo mi si avvicina un ragazzo lavavetri e mi fa, col solito tono lamentoso: “ciao bella posso? non voglio soldi, voglio solo che mi compri qualcosa da mangiare…”
Segnali dal futuroLa settimana scorsa sono andata a vederlo al cinema ma non c’ho proprio la testa per recensirlo; stanno succedendo un sacco di cose in questo periodo della mia vita, belle e brutte, che proprio non riesco a concentrarmi neppure per scrivere Giro giro tondo (ehi! l’ho scritto!!). Ogni giorno vivo sensazioni diverse che mi riempiono di energie che non riesco ad indirizzare verso la giusta direzione. E devo ancora inserire le foto del viaggio… Mio nipote sa fare di meglio…Avete visto le repliche bicentenarie di E.R. che vanno in onda su Italia 1? Ma la siglia chi l’ha tagliata? Stevie Wonder? E poi questa psicosi Cluniana che sta dilagando peggio dell’influenza suina di mettere il nome GEORGE CLOONEY davanti a tutti: Vi-Ri-cor-do che il primo attore della serie è ANTHONY EDWARDS, capito? Per non parlare della grafica orribile con cui hanno scritto e.r. Proprio opera di Stevie Wonder, non c’è dubbio… Una storia semplice – Leonardo Sciascia
“Ancora una volta voglio scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla giustizia.” DÜRRENMATT Giallo ambientato in Sicilia, dove le protagoniste indiscusse sono la mafia e la droga, anche se le parole mafia e droga non vengono mai nominate. Una storia semplice nonostante sia un racconto di poche pagine è in realtà una storia ben complessa, piena di personaggi diversissimi tra loro che si ostacolano a vicenda: ci sono i buoni alla continua ricerca della verità, ci sono i cattivi che però cattivi non sembrano e poi ci sono gli indifferenti, quelli che per paura di finire nei guai preferiscono tacere la verità precludendo al mondo che li circonda ogni possibilità e speranza di cambiare. Essendo breve ma allo stesso tempo intricato, gli eventi nel romanzo si susseguono e si sviluppano velocemente in maniera semplice, diretta, di modo da far capire perfettamente al lettore ma senza lasciargli il tempo di riflettere e fare ipotesi e congetture. Il risultato quindi è un romanzo affascinante, che attira l’attenzione dalla prima all’ultima pagina e che lascia stupiti sul finale. E’ il primo libro che leggo di Sciascia, mea culpa! perchè scopro tardi uno dei più grandi e bravi scrittori italiani. Dietro i suoi scritti è evidente tutto l’amore e al contempo il dolore provato per l’Italia, la sua Sicilia e la società che non va, “Mi duole l’Italia!” diceva sempre. E questo romanzo è considerato il suo testamento essendo stato pubblicato, per volontà dell’autore, il giorno della sua morte, il 20 novembre 1989. Assolutamente da leggere! MBA - Macchianera Blog Awards 2009Anche quest'anno tornano i Macchianera Blog Awards, i riconoscimenti conferiti ai migliori blog della rete.
Potete votare nella scheda qui sotto!
Sto caricando la scheda…
E se la scheda non va c'è sempre il link Settimana CinematograficaDurante la settimana che ho passato per metà drogata dagli antibiotici sul divano e per l’altra metà drogata dagli antibiotici in ufficio, ho guardato un pò di film. Non mi va di recensirli uno per uno dato che il mio cervello è ancora felpato da quei pochissimi batteri sopravvissuti perciò mi limiterò a un breve commento il più esplicativo possibile:
Una marea di gay ha invaso il mio schermo. Uno di loro quasi per gioco decide di entrare in politica…solo che poi muore, ucciso da Josh Brolin (che resta sempre un gran figo!). Ecco, l’uccisione me la sono persa…maledetti antibiotici! Giudizio: bello e interessante
Un bimbo un pò matto è convinto di provenire da Marte e quando le cose non vanno come dice lui…ti disintegra, con una potentissima mossa delle mani che ho provato a rifare ma non sono riuscita a sistemare le dita nella posizione giusta…è proprio vero che sono umana… Giudizio: bello +. Il bambino è buffissimo
Una coppia decide di aprire una casa famiglia. Dove? Nell’orfanotrofio dove stava lei da piccola (forse in un cimitero era meglio). Poi cominciano a succedere cose strane… Giudizio: molto bello! Un incrocio perfetto tra The Others e, per stile, Il labirinto del fauno
La coppia più amata del cinema si separa e a lui non va giù… Giudizio: commedia brillante grazie al genio di Billy Crystal
Una giovane sposa non va d’accordo con la suocera… Sai che novità!?! Giudizio: divertente. Sano humour inglese
Due deficienti che si chiudono in casa con gli assassini fuori. Giudizio: atmosfera inquietante ma di occasioni per scappare ce n’erano…ripeto: due deficienti. Semifreddo all’aranciaQuesta è la torta che ho preparato per il compleanno del mio ammooore, lo scorso 25 agosto. Per la base ci vuole un bel pan di spagna, piuttosto alto. Questa volta ho voluto provare la ricetta originale che non prevede l’utilizzo del lievito e cioè: 5 uova + 150 gr di zucchero e un pizzico di sale da montare con uno sbattitore elettrico per ben 15 minuti. E’ importante sia il tempo che il verso – sempre lo stesso – perchè alla fine le uova avranno quadruplicato il volume. Dopodichè aggiungere 150 gr di farina, meglio se fate 75 di farina e 75 di fecola, e 1 bustina di vanillina e mescolare con un cucchiaio di legno dal basso verso l’alto facendo attenzione che non si formino grumi. Versare quindi in una teglia da 24 cm imburrata e infarinata e cuocere in forno caldo a 180° per 30/40 minuti. Controllate la cottura bucandolo al centro con uno spaghetto. Miraccomando non aprite il forno prima della mezz’ora e anche dopo la cottura lasciatelo in forno spento per una decina di minuti, altrimenti il pan di spagna rischierà di sgonfiarsi. Fatto questo ho tagliato la calotta superiore a mo’ di coperchio e letteralmente svuotato l’interno del PdS ottenendo quindi una sorta di contenitore dove ho versato la crema semifredda all’arancia, preparata così: in un pentolino ho sbattuto 4 tuorli con 120 gr di zucchero, ho unito 1 cucchiaio di scorza d’arancia e 1 di scorza di limone grattugiati, e il succo di 2 arance e di 1 limone. Ho aggiunto 15 gr di gelatina in fogli precedentemente ammollati in acqua e strizzati e messo tutto sul fuoco a fiamma bassa per far addensare. Una volta tolto dal fuoco e aver fatto intiepidire ho unito 4 albumi montati a neve ferma e 300 ml di panna montata. Ho versato nel PdS, ho ricoperto con la calotta e messo in freezer a solidificare per 2 ore. Potete comunque lasciarcela tutto il tempo che volete, basta tirarla fuori almeno una mezz’oretta prima di consumarla. Ah! Non dimenticatevi di decorarla…
Per non sprecare l’interno del PdS potete fare un semplice dolce alternandone le fette ad una crema ottenuta mescolando mascarpone e noci. ;* Slovenia – la terra delle api bast…Eccomi di ritorno da questa tanto attesa vacanza! :) La Slovenia è davvero molto bella ed è anche stata presa d’assalto dalle api a quanto pare! Ce n’erano dappertutto: in cima alle montagne, dentro le grotte, in riva al mare…ovunque, e non ti lasciavano mai in pace per pranzare. La nostra prima tappa è stata Bled con il lago e l’isoletta a forma di goccia al centro che formano uno scenario davvero strepitoso, per non parlare del castello messo lì bello bello sullo strapiombo. Sul lago abbiamo fatto il giro con il trenino ma se capitaste da quelle parti ve lo sconsiglio vivamente: meglio affittare una pletna – una specie di gondola NdM – che vi porta sull’isola mentre vi godete il panorama. Anche il castello è molto carino: lo spiazzo centrale con un’enorme terrazzo che affaccia direttamente sul lago è stato adibito a ristorante dove abbiamo pranzato (assieme alle api): anche qui la visione era mozzafiato; nella cantina abbiamo acquistato un paio di bottiglie di vino di cui una l’hanno fatta imbottigliare interamente a noi con tanto di certificato rilasciato alla fine, esperienza carina. Nel pomeriggio invece è stata la volta della Gola di Vintgar dove per arrivare alla cascata bisogna percorrere una passerella di legno con annessi ponti traballanti costruiti a ridosso delle pareti rocciose. La cascata alla fine si è rivelata un pò una delusione, forse questa non è la stagione giusta, ma per il percorso direi proprio che ne è valsa la pena. Il giorno dopo abbiamo fatto visita alla capitale, Lubiana, ci siamo fatti un giro nel parco Tivoli dove ho quasi divorato una specie di zuccotto gigante, dico quasi perchè alla fine non ce l’ho fatta e l’ho ceduto ad Andrea. Siamo passati per il Triplice ponte e anche qui visita al castello dove per arrivarci abbiamo preferito prendere la funicolare piuttosto che farci 15 minuti di salita. Il castello è stato un pò deludente, non c’era molto da visitare perchè la maggior parte delle sale vengono utilizzate per concerti, conferenze e via dicendo ed erano quindi chiuse. Per motivi di tempo a pranzo ci siamo fermati al McDonald (mea culpa!) e purtroppo non abbiamo fatto in tempo a vedere la statua del drago, simbolo della città. L’unico museo che volevamo visitare, quello di Arte Moderna…era chiuso per restauro. -.- Nei giorni seguenti abbiamo visitato le grotte di Postumia lunghe 5,7 km di cui 4 da percorrere con un trenino e il resto a piedi. Molto belle e mooolto grandi, anche qui c’era il solito ponte traballante per passare da un corridoio all’altro. Siamo andati anche al Vivarium a vedere il Proteus, chiamato il pesce uomo mi sembra, anche se a me pareva più una lucertola con la testa di drago… Il castello di Prediama è stato l’ultimo visitato in terra slovena ma anche il più bello nonostante la mia guida dicesse il contrario. E’ costruito interamente in una grotta della montagna e dentro è tutto un saliscendi di scale con piccoli ponti levatoi per passare da un edificio all’altro. Assolutamente da visitare! Prima di ripartire abbiamo fatto anche una sosta a Portoroz, che sarebbe un pò la Rimini d’oltralpe, ma sarà perchè il turismo era scemato (parecchio) non c’era granchè da vedere, e anche il mare e la sabbia (se sabbia si può chiamare…era più terra/fango che altro) non erano molto allettanti. Insomma a parte qualcosina ina ina abbiamo visitato posti davvero meravigliosi, e nonostante le camminate chilometriche non mi sono stancata per niente ma anzi sono tornata rilassata e addirittura (e da qua si capisce che l’influenza non mi ha ancora abbandonata) ben disposta al rientro a lavoro. Anche il cibo è ottimo, molto simile a quello italiano. L’unico piatto particolare assaggiato è stato lo strikli, una specie di strudel che viene prima lessato e poi passato in padella col burro (ho già trovato la ricetta!!). Noi lo abbiamo mangiato ripieno di spinaci (paradisiaco, abbiamo chiesto il bis) ma si può fare anche dolce con la ricotta. Al rientro, per spezzare il viaggio, ci siamo fermati un paio di notti a Rimini e a San Marino…insomma abbiamo cercato di prolungare questa vacanza il più possibile e aggiungerei pure che me la sono proprio meritata. A presto le foto! |
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