| Morgana 的个人资料(¯`·˛۵¸·´¯) Le Nebbie di...照片日志列表 | 帮助 |
|
|
ChiacchiereD’estate la gente ha bisogno di notizie, vere o false ma anche palesemente assurde non ha importanza, l’essenziale è che siano tante da ingurgitare una dopo l’altra come caramelle. Questo perchè lasciano il tempo che trovano. Pensavamo che la morte di Michael Jackson avrebbe occupato la prima pagina delle cronache almeno fino al natale prossimo e invece, anche se se ne continua a parlare, non è più la notizia del giorno. Ora l’attenzione è tutta rivolta verso la Canalis e Clooney e quel bruttissimo fotomontaggio che troneggia sulla copertina di CHI che anche un cieco capirebbe che è finto. Cioè ma l’avete vista la Canalis? Pare un mostro! Mio nipote col Paint sa fare di meglio! Ma anche in questo caso, fotomontaggio che più fotomontaggio non si può non importa. La gente vuole sapere, vuole vedere…perchè a nessuno pare vero che un’italiana possa aver fatto breccia nel cuore (o nei pantaloni) dell’uomo più sexy del pianeta, come se questo fosse un traguardo di cui vantarsi al prossimo G8 al pari del record mondiale stabilito dalla Pellegrini. Poi ci si mette pure l’influenza suina e la sua vittima italiana: fino a ieri ovunque troneggiava la scritta PRIMO ITALIANO MORTO e poi in piccolo in Argentina. Come a dire che se ancora non siete abbastanza preoccupati ora dovete per forza farvi prendere dal panico, perchè sembra che la morte di quest’uomo abbia aperto un tunnel che porterà la malattia a colpire dritto dritto tutti gli altri italiani, in Argentina e non. Poi mi domando i giornalisti o meglio pseudo-giornalisti, perchè se penso a Signorini indicato come tale mi si rivoltano nello stomaco le melanzane che ho mangiato 3 giorni fa...dicevo questi pseudo-giornalisti che fanno a gara a chi comunica per primo la notizia più sconvolgente e possibilmente con l’Italia protagonista. Della serie “non importa come se ne parla, purchè se ne parli”. Chessò se in America sono morte 100.000 vacche noi dobbiamo fare di più, 150.000 vanno bene? no meglio 200.000! EVVAI! Da noi sono morte 200.000 vacche! Abbiamo battuto l’America! Abbiamo sempre avuto e sempre avremo questo atteggiamento nei confronti degli altri come se fossero migliori di noi e per sentirci al loro livello dobbiamo necessariamente emularli in tutto quello che fanno, il problema è che questo modo di fare sortisce l’effetto contrario e anzichè innalzarci ci rende piccoli piccoli. All’ufficio postaleL’altro giorno ero in fila da 10 minuti per versare un assegno bancario. Prima di me toccava ad un ragazzo anch’egli con un assegno, postale però, che doveva cambiare a vista. Quando arriva il suo turno l’impiegato dietro il banco gli fa “no mi spiace ma non posso cambiarglielo perchè non c’è più linea”, al che mi avvicino anch’io e mostrando il mio dico “non è possibile nemmeno versarlo?” essendo ignorante in materia faccio presente che il mio è bancario e che quindi non devo cambiarlo ma solo versarlo e gli domando perciò se sia uguale. Lui mi risponde “ah, ok non c’è problema”, avendo avuto già altre esperienze non proprio positive con i dipendenti postali chiedo un’ulteriore conferma “quindi posso restare? o devo andare via?” “si si può restare”. Dopo altri 5 minuti di attesa (per un totale di un quarto d’ora quindi) lo stesso impiegato mi fa “signorina ma ha capito che non posso versarle l’assegno?” COOOSA??? “scusi ma se poco fa mi ha detto che non c’era problema…” “ma io intendevo che non doveva pagare nessuna commissione e che se aveva fretta poteva versarlo anche oggi pomeriggio in qualunque altro ufficio”…cioè con 3 parole hai voluto dire tutte queste cose? “e quando le ho chiesto se dovevo restare o andare via perchè mi ha detto di rimanere?” “pensavo che dovesse fare altre operazioni!” altre operazioni??? quali altre operazioni? ma se stiamo parlando di versare assegni da dove sbucano le altre operazioni? Insomma me ne sono andata senza concludere niente e oggi sono costretta a ritornarci sperando che la linea non decida di scappare appena mi vede. Mi chiedo quale sia il criterio di assunzione nelle Poste Italiane. La senilità forse? Un nome da torero - Luis Sepùlveda
Ai tempi della seconda guerra mondiale due guardie naziste si ritrovano tra le mani un tesoro e decidono di appropriarsene con la speranza di un futuro migliore nella Terra del Fuoco. Dopo cinquant’anni qualcuno li insegue per riprendersi il maltolto ed ecco che incontriamo Juan Belmonte, quello con il nome da torero, e Frank Galinski, i cui destini si incrocieranno sullo sfondo di un Cile da poco entrato in democrazia. Il libro è breve e si legge subito, la bravura dell’autore sta proprio in questo: in poche pagine Sepùlveda riesce a raccontare e ad incrociare tra loro storie di ufficiali dei servizi segreti finiti ormai nel dimenticatoio, la storia politica del Cile e la guerra in Germania, persone comuni con il loro triste passato, coinvolgendo il lettore e trasportandolo in una realtà cruda, cinica e spietata non senza qualche difficoltà però: i nomi sono tanti, per non parlare dei personaggi che cambiano identità e degli avvenimenti che accadono velocemente uno dietro l’altro. Se riuscirete a stare al passo e a non distrarvi però scoprirete che Un nome da torero è un ottimo thriller ben congeniato, capace di trasmettere il disincanto dell’agente segreto, soprattutto di chi, dopo un’intera vita in esilio passata a combattere, non sente più di appartenere a nessun luogo e fa forza solo ed esclusivamente sulle proprie speranze. Finalista del premio letterario Hammet nel 1995, Un nome da torero è il romanzo al quale Sepùlveda si sente più legato per via del protagonista, Belmonte, il personaggio più autobiografico tra quelli creati dallo scrittore.
Una palpatina qua, una strizzatina làSappiate che domani mattina il vostro capo o uno dei vostri colleghi potrebbe tranquillamente avvicinarsi a voi e palparvi il seno senza per questo incorrere in una qualunque condanna, semplicemente affermando che nel suo comportamento non c’era nessuna traccia di libido e che il suo è solo un modo “di certo poco raffinato” di scherzare. O peggio: se è un tipo che usa comportarsi così abitualmente e voi magari le volte precedenti siete state zitte perchè avevate paura di perdere il posto di lavoro, non potete mica ricordarvi così, all’ennesimo episodio che si presenta, di denunciare l’accaduto. Nossignore! Anzi l’abitualità è quasi un’attenuante. E’ SCRITTO QUI. Qualcuno mi spiega come si fa a decifrare le vere intenzioni di un molestatore? Ma anche ammettendo che non avesse fini sessuali a nessuno importa che il suo modo di fare possa semplicemente dar fastidio? Questo qui è autorizzato a toccare colleghe e/o dipendenti dal momento che la Cassazione gli ha dato ragione? Tra un pò diranno che è colpa dell’abbigliamento troppo succinto e provocatorio se una donna viene violentata. E in molti già lo pensano. blog / concorso SCRIVERE L’ESSENZIALE
Vi segnalo l’edizione 2009 del concorso letterario SCRIVERE L’ESSENZIALE. Il concorso è rivolto a chiunque abbia voglia di esprimersi in merito al tema di cosa vuol dire appunto “scrivere l’essenziale”; basta inviare una frase non troppo lunga o una foto non troppo pesante o entrambe le cose all’indirizzo scrivilessenziale@gmail.com indicando il vostro nome e cognome o nickname ed eventualmente l’indirizzo del vostro blog. Le email saranno accettate fino al 15 di agosto. Partecipate, partecipate! :) Al telefono#1 U: Sei carina a chiamarmi così presto… D: no è che sto aspettando che carichi il pc che ultimamente è un pò lento… U: ……
#2 U: come mai mi telefoni così presto? hai per caso sognato di me stanotte? D: guarda non me ne parlare, ieri sera devo aver mangiato qualcosa che mi ha fatto male e stanotte ho avuto gli incubi! U: …… Harry Potter e il principe mezzosangue
Ad alcuni non è piaciuto, forse perchè non ci sono scene d’azione e al contrario abbondano invece quelle più sentimentali, giusto per farci capire che i protagonisti sono cresciuti e hanno ormai anche loro gli ormoni impazziti. Io l’ho apprezzato, dico il film non gli ormoni impazziti. E’ chiaro che va visto nell’ottica giusta, cioè un film di transizione tra gli episodi precedenti che si concludevano bene momentaneamente e il gran finale in cui verrà toccato l’apice dello scontro tra le forze del bene e quelle del male che ci appresteremo a vedere l’anno prossimo. Giusto una cosa non sono riuscita a spiegarmi: ma Hermione e Ginny, che sono ormai diventate due ragazze molto carine, che ca22’ ci trovano in quei due sgorbietti di Harry e Ron???? Heavy CrossAppena le prime note partono un brivido sale lungo la schiena e il corpo comincia a muoversi a ritmo seguendo con sensualità l’ondulatezza della musica. La voce cantante rompe il monologo del suono e la tua voce all’unisono pronuncia le parole del testo. Fino all’attimo in cui la musica esplode e riempie il tuo corpo, i tuoi muscoli, le tue orecchie e i tuoi occhi chiusi fino a farli traboccare. Il ritmo aumenta, lo senti tutto, è dentro di te e i tuoi movimenti sono in perfetta sintonia con il pezzo. Un attimo di stasi quando rallenta la cadenza, il tempo di riprendere fiato e di aprire per un istante gli occhi ad osservare gli altri attorno a te mentre i bassi percuotono il tuo corpo. Tutto sembra rallentato, di pari passo con la musica e poi di colpo il ritmo riparte con la stessa esplosione di prima. Balli con tutta la tua anima. I capelli incollati per il sudore. Ma ti senti bene. E ti godi ogni attimo, fino agli ultimi colpi che rimbombano nel cuore e ti lasciano addosso un’uggiosa euforia. Buon we!
Technorati Tag: Heavy Cross,The Gossip perchè a me no?Sabato mattina un gruppo di ragazzi, appartenenti a non so quale associazione, intervistava per le vie del centro la gente chiedendogli quale fosse l’ultimo libro letto. La maggior parte ha fatto scena muta ( La vita dei monaci al tempo delle grandi abbazie
Questo è il libro che non sono riuscita a finire, non perchè sia scritto male anzi, l’ho trovato abbastanza completo (per quanto non sia un’esperta dell’argomento) e minuzioso nelle descrizioni di tutti i vari aspetti della vita di un monaco, cosa che ho capito non diventerò mai…e non perchè sia donna, anche se fossi un uomo me ne terrei ben alla larga e vi spiego anche il perchè: i poveretti passavano tutti insieme 8 ore al giorno a pregare e negli intervalli tra una preghiera e l’altra ne approfittavano per……continuare a pregare, ma in solitudine questa volta. Ci credo che si lamentavano del vino troppo allungato con l’acqua, anch’io dopo 8 ore di preghiere e litanie per 7 giorni su 7 vorrei essere talmente sbronza da non capirci più niente! Quando non pregavano (eh appunto…quand è che non pregavano?) avevano l’obbligo di rispettare il silenzio o al max di parlare si-len-zio-sa-men-te. ????? cioè? già m’immagino tutti questi mormorii che all’orecchio di chi ascolta sono ancora più fastidiosi dei bambini che urlano al mercato! Comunque per rispettare il silenzio avevano escogitato un metodo a prova di Einstein: il linguaggio dei gesti. Solo che o non avevano voglia di inventare un nuovo idioma o erano troppo presi dalle loro preghiere fatto sta che esistevano gesti solo per alcuni vocaboli: lasciando stare il si e il no che simulavano con la testa, c’erano segni sostanzialmente per indicare gli oggetti usuali della loro vita quotidiana come candele, turibolo e anche angeli, santi etc. Mi ha colpito particolarmente però il modo in cui indicavano il pane: un cerchio con i due pollici e i due indici (perchè in genere aveva forma rotonda)…ecco mimatelo e capirete! Quindi se qualcuno viene da voi a farvi questo gesto non significa che vuole farvi un mazzo così, assolutamente nooo, sta solo chiedendovi un panino! E infine (della metà del libro che sono riuscita a leggere io) si parla di pulizia: i monaci si lavavano 2 volte all’anno, ovvero alla vigilia di Pasqua e alla vigilia di Natale! O.O ma beeene! e perchè mai vi chiederete? per risparmiare acqua? perchè il sapone nel medioevo scarseggiava? nossignore! ma perchè, udite udite, la pulizia era sinonimo di sen-sua-li-tà! Stessa cosa per la biancheria di cotone, indi per cui usavano biancheria di lana anche d’estate. Neanche stessimo parlando di mutandine di seta e pizzo. L’unica parte del corpo a cui evidentemente erano molto affezionati erano i piedi tanto da lavarli almeno 1 volta alla settimana. Gli addetti al lavaggio erano gli stessi che si occupavano della cucina (………wow!): riempivano d’acqua una bacinella la quale veniva utilizzata per due fratelli alla volta: immagino chi capitava sempre per secondo non doveva essere molto contento, soprattutto se subito dopo veniva pure servito il pranzo! Sono arrivata a leggere il punto in cui viene sottolineata la finta povertà dei monaci (e pensare che Anselme Davril, coautore del libro, è monaco egli stesso): erano pieni di pellicce e di mutande (non si lavavano ma se le cambiavano spesso) e bastava un filo scucito per mettere via il capo vecchio e acquistarne uno nuovo con la motivazione che il capo vecchio sarebbe stato più utile alla gente povera. Ma se avevano fatto voto di povertà non sarebbe stato più logico dare ai poveri direttamente la pelliccia nuova? Questi sono i misteri della fede… Comunque la mia voleva essere una critica ironica per quella che è stata la vita quotidiana dei frati nel Medioevo (non me ne voglia nessuno) e non ha niente a che vedere con il testo in se stesso che, come ho scritto anche all’inizio, è completo e scritto bene. Devo solo ricordare a che stavo pensando quando l’ho comprato.
Il dubbio del bambino mai nato
Il film è originale, nel senso che racconta una storia ispirata non al solito fantasma morto che vuole impossessarsi di un corpo o del demone che deve essere esorcizzato, ma a qualcosa di più particolare trovando le sue radici nella storia dell’ebraismo. Tuttavia non riesce a trasmettere un’elevata tensione, le scene più spaventose sono giusto due o tre (di cui una fa riferimento a L’esorcista) però forse proprio il non aver basato il film solo e unicamente sugli effetti horror ha permesso di sviluppare un pò di più la trama rendendo il film non dico eccezionale ma sicuramente guardabile - in tutti sensi…io mi spavento pure per i dissennatori di Harry Potter, mentre qui il bambino cadavere è quasi affascinante! – e apprezzabile.
Non aspettatevi colpi di scena eclatanti, tutto avviene in maniera sottile e la trama non si limita ad affrontare il problema della pedofilia ma va più a fondo mostrando la complessità delle varie nature umane; il finale è superbo nonostante la sua semplicità. Per tutto il film probabilmente sarete li a chiedervi “l’ha fatto o non l’ha fatto?” per comprendere poi che non è la colpevolezza o meno di padre Flynn l’argomento principale quanto gli interrogativi di natura etica di fronte ai quali lo spettatore verrà posto e ai quali dovrà dare una risposta seguendo il filo dei propri principi e l’incertezza dei propri dubbi.
Mattonella al cioccolatoQuesta torta è dedicata a tutti gli amanti viscerali del cioccolato! In una ciotola a bagnomaria mescolate 180 g di zucchero e 6 uova. Fuori dal fuoco montate l’impasto fin quando avrà quadruplicato il suo volume. Incorporate la crema a 100 g di farina setacciati con 75 g di cacao amaro, aggiungete 2 cucchiai di burro fuso e se necessario latte quanto basta per far diventare l’impasto cremoso; infine aggiungete una bustina di lievito per dolci. Versate in uno stampo imburrato e infarinato e fatelo cuocere in forno preriscaldato per 20 ‘ a 180°. Una volta cotto fate raffreddare e dividetelo in due dischi da bagnare con crema di limoncello diluita con latte. Preparate la crema riscaldando 250 g di panna e quando sarà bollente aggiungete, fuori dal fuoco, 400 g di cioccolato fondente tritato. Fate raffreddare, dopodichè lavoratelo fino a renderlo spumoso aggiungendo se necessario qualche cucchiaiata di panna già montata. Farcite con la crema il pan di spagna aggiungendo se preferite frutti di bosco. Chiudete con l’altro disco e decorate. La torta va conservata in frigo. Ricordate però di tirarla fuori una ventina di minuti prima di consumarla. Dalla foto è evidente che manco totalmente di senso della misura… -.- …o sarà stata colpa del vino? Fotomontaggi e ritocchiSe siete stanchi delle solite foto standard (sto parlando come uno spot!) esistono un sacco di siti dove poterle modificare gratuitamente e soprattutto senza registrazione, cosa quest’ultima almeno per me fondamentale che fin quando ti vai a ricordare il nome utente e la password che ti sei inventato perchè magari quella che usi sempre l’hai trovata già occupata ti passa la voglia di giocare.
Poi c’è PIZAP: qui invece potete aggiungere fumetti e accessori vari in versione cartoon…tipo questa per intenderci! (si, è lui, George Clooney).
Poi c’è PHOTOVISI per creare collage. (l’omino pelato che si vede in miniatura è Giuliano Sangiorgi)
Poi c’è SLIDE che ho già usato un pò di tempo fa ed è ottimo per creare diapositive con varie transizioni ed effetti animati. DRPIC e PICNIK invece sono due tra i tanti siti che permettono di modificare le foto con cornici, sfumature gaussiane etc etc, anche se il secondo ci mette un pò a caricare le pagine e gli effetti migliori sono a pagamento. Comunque questi sono solo alcuni, forse tra i più completi, ma cercando sulla rete se ne trovano a bizzeffe. Buon divertimento…e non fate come me, ogni tanto lavorate!! |
|
|