Morgana 的个人资料(¯`·˛۵¸·´¯) Le Nebbie di...照片日志列表 工具 帮助

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Cose che non t’immagini

Chi ha ideato lo spot di quella ragazza che a 30 anni c’ha già le perdite urinarie mi deve spiegare che tipo di donne frequenta. Non so voi ma io quando l’ho visto ho toccato ferro.

 

 

Comunque giusto per farvi capire a che livello di rincoglionimento sono arrivata, oggi quando sono uscita dall’ufficio stavo per entrare in un’auto che ovviamente non era la mia, e tra l’altro era anche aperta…se avessi avuto cattive intenzioni me ne sarei potuta andare via indisturbata. Ma il bello è che io ho una Lancia grigia, questa era una Punto rossa…cioè due mondi proprio separati. Non so a cosa stessi pensando…alle vacche forse? Gli ho persino tolto il volantino pubblicitario dal tergicristallo bestemmiando in tutte le lingue quei poveretti che sotto il sole si fanno i chilometri per lasciare questi foglietti che puntualmente nessuno legge (ma che scassano tanto i maroni, soprattutto qundo piove NdM), volantino che ho notato era presente su tutte le altre auto ma non sulla mia, il che mi fa pensare che forse qualcuno prima di me ha fatto quello che ho fatto io, con la mia macchina…! Ah bè…non sono l’unica esaurita allora…anche qui c’entreranno i fumi dell’ILVA?

 

Butta la luna?!? Ma buttati te!

Per favore qualcuno dica a Fiona May di smetterla…

 

 

ps. chiedo venia, a me Fiona May sta simpatica e resta una grande atleta, ma recita peggio del Bifidus Actiregolaris.

ps2. che poi qualcuno mi deve spiegare 'sto titolo che ca22' vuol dire?

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Potrei scrivere una serie di insulti ma non si addice molto a una signora…

Avevo già parlato della totale incompetenza della sanità di Taranto riferita più precisamente al nostro caro ospedale, ultimamente ne ho avuta una ulteriore conferma. Ad una persona che conosco gli si era gonfiata totalmente la parte destra del viso, in ospedale hanno detto che si trattava di una forma allergica e che le cause potevano essere le più svariate, da alcuni farmaci assunti alle graminacee fino ad arrivare ad una puntura d’insetto, e ovviamente ne avremmo saputo di più con qualche esame più specifico. Il caso vuole che questa persona sia andata a fare il solito controllo di routine dal dentista e indovinate un pò cos è venuto fuori? Che il gonfiore della faccia altro non era che un ascesso dentale!!

Ma lo vogliamo chiudere ‘sto ospedale o no??

 

 

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La ragazza con l’orecchino di perla

Romanzo di Tracy Chevalier da cui è stato tratto il famoso film che ha lanciato Scarlett Johansson. L’autrice è stata ispirata dal dipinto, ora conservato al museo di L’Aia, di Jan Vermeer – Ragazza con turbante – pittore di cui si sa poco e niente e che in tutta la sua vita ha dipinto circa 30 quadri.

Protagonista è Griet, sedicenne di religione protestante, la cui famiglia caduta in povertà in seguito ad un incidente subito dal padre che si ritrova quindi a non poter più lavorare, decide di mandarla a lavorare come domestica presso la famiglia benestante del pittore Vermeer nel quartiere dei Papisti. Qui dovrà districarsi tra le gelosie della padrona di casa e i dispetti di sua figlia e le attenzioni poco piacevoli di un uomo amico dei Vermeer. Ma il fulcro del romanzo è dato dal fascino dell’artista che Griet si ritrova a subire involontariamente. Tracy Chevalier è molto brava a descrivere la tensione che si viene a creare tra i due protagonisti, non ci sono baci nè abbracci ma solo sguardi e frasi lasciate a metà. Fino a poche pagine dalla fine non si sa bene dove vuole arrivare la storia, sembra che debba succedere qualcosa di concreto che invece non accade. La vera forza del libro sta infatti nell’amore e la passione per l’arte che lega Griet e Jan, il quale è stupito di quanto possa ancora imparare sul suo mestiere da una semplice domestica. Alla fine però Griet sarà costretta ad abbandonare quella casa proprio per colpa dell’ambizione artistica del suo padrone: smanioso di ricreare nei suoi dipinti l’assoluta perfezione non esiterà a far indossare alla ragazza i gioielli di sua moglie la quale, una volta scoperto il dipinto la cui realizzazione era avvenuta a sua insaputa, sarà costretta ad ammettere e affrontare la rivalità con la giovane per le attenzioni riservatele dal marito.

Il libro è carino ma non eccezionale. Devo ammettere che mentre lo leggevo ho pensato “se questo è l’unico romanzo della Chevalier da cui hanno tratto un film immagina quanto siano brutti gli altri…”. Avrei preferito che la tensione tra Griet e il padrone venisse coltivata un pò di più tanto da renderla quasi palpabile invece una volta terminato il libro non resta granchè impressa. E’ interessante però scoprire l’evoluzione del quadro, i cambiamenti che gli vengono apportati e che, secondo l’autrice, lo hanno portato al risultato finale consacrandolo come uno tra i dipinti più suggestivi ed enigmatici della storia. Consiglio comunque di leggerlo…magari in edizione economica! :P

Ragazza con turbante (storia del quadro).

Blog Aggregator

Chi possiede un blog sa quanto è difficile acquisire visibilità nella rete dove ci sono più blog che blogger e per questo motivo sono nati i Blog Aggregator, letteralmente “aggregatori di blog”, che pubblicano sul loro sito gli articoli dei vostri diari virtuali tramite l’aggiornamento dei feed. Lo scopo è appunto quello di creare una sorta di agglomerato per raccogliere informazioni un pò ovunque dalla rete, permettendo di conseguenza agli utenti di aumentare le visite al proprio blog ottenendo maggiore notorietà. Se vi fate un giro sulla rete ne troverete a decine. Per ora ne sto sperimentando qualcuno, anche per capire se l’aggiornamento feed di Windows live funziona per davvero perchè sono più le volte che mi da errore che altro, e vi faccio quindi i nomi di BLOG 360 GRADI, dotato di un’interfaccia semplice ovvero non complicata e facile da utilizzare. Visitando un pò il sito ho visto che è abbastanza aggiornato con gli articoli sportivi e soprattutto sulle fiction italiane, quindi per gli appassionati anzichè girovagare sui vari siti della Rai e Mediaset, qui trovate tutte le news su Beautiful, Un posto al sole e compagnia bella, oltre naturalmente ad informazioni di nozioni internettiane, libri etc. L’altro nome che vi faccio è ESPERTO SEO dove trovate già alcuni miei post (eheheh che figata!): anche qui notizie varie di attualità politica, sportiva e gossippara, nonchè molti articoli da blog personali e quindi in un certo senso dedicati ad una navigazione un pò più spensierata.

Qui alla mia sinistra trovate, oltre ai due su citati, i banner di altri siti aggregator per cui ho fatto richiesta. Se qualcuno di voi ne conoscesse altri e volesse gentilmente condividerli con la sottoscritta gliene sarei grata. :)

 

ma davvero somiglio a un uomo?!?

Dato che in questi giorni fa un caldo bestiale la voglia di lavorare è talmente poca che andrebbe implorata in aramaico di saltarmi addosso, ma siccome fa caldo, solo l’idea di pregare in italiano mi provoca un collasso, figuriamoci se dovessi farlo in aramaico, e quindi, cazzeggiando cazzeggiando come Cappuccetto Rosso che quando andava a trovare la nonna ci impiegava 2 ore e 47 minuti per fare un tratto di bosco per cui una tartaruga ci avrebbe messo poco più che 20 minuti………che stavo a ddì? ah, si…cazzeggiando cazzeggiando mi sono imbattuta nel sito MY HERITAGE, in realtà lo conoscevo già da un pò ma non mi ero mai applicata più di tanto per andarlo a visitare. Oggi l’ho fatto e ho scoperto che è un divertente sito passatempo, non so se più di facebook ma piuttosto che iscrivermi a quest’ultimo preferisco passare le giornate sul sito della mediaset a rivedermi tutte le puntate delle serie televisive a cominciare da Don Luca (ormai il mio sta diventando un credo religioso), e a modo suo anche utile: si ha la possibilità infatti di creare il proprio albero ginecologico…ah ah no genealogico (non so manco che senso ha albero ginecologico, certe cose mi escono così, sono un artista nel profondo dell’animo) inserendo i dati di tutti i familiari e anche di amici, e se altri iscritti inseriscono persone con gli stessi dati anagrafici, il sito ve lo segnala di modo chè voi possiate scoprire se avete parenti sconosciuti di chissà quale grado in chissà quale parte del globo. Insomma fa un pò le veci di Raffaella Carrà. Un altro servizio che il sito mette a disposizione è il Look-alike Meter con cui potrete finalmente stabilire a chi somiglia di più vostro figlio. Io al momento non ne ho e quindi dovrò aspettare…probabilmente ancora per molto. Volevo mettere quella della mia tartaruga per vedere se somiglia più a me o a mia sorella ma poi mi sono ricordata che è ita via per sempre, si insomma è morta, quindi non credo serva poi a molto scoprire chi tra me e mia sorella somigli di più ad un anfibio corazzato. Ci sono altre cose carine che però non ho avuto il tempo di sperimentare ma quello che dovete assolutamente provare è il CELEBRITY MORPH per scoprire finalmente a quale star assomigliate. Io l’ho fatto utilizzando una foto in cui effettivamente non è che fossi proprio al massimo, era il giorno della mia cresima di 2 anni fa, un’afosa serata di giugno col trucco ormai completamente sciolto dopo una cena megagalattica e una giornata in chiesa, e devo dire che il risultato mi ha sorpreso: il più somigliante è un certo William Moseley, si un uomo che non ho assolutamente idea di chi sia, l’unica cosa positiva –se proprio vogliamo- è che si tratta di un ragazzino quindi almeno vuol dire che sembro giovane (poi magari scopro che ha 40 anni!), le altre somiglianze sono con Kristen Bell (quella di Veronica Mars), Camilla Belle (la protagonista di 10.000 a.c.), una certa Ueto Aya (?????? una nonsocosa orientale), Mandy Moore (taaaanto cariiiina), Kate Bosworth (lo scheletro ex-fidanzata di Orlando Bloom…eppure io non sono così magra..), Kristin Cavallari (in qualche meandro della mia memoria so sicuramente chi è ma al momento mi sfugge) e infine……no non ve lo dico……mi vergogno. Cioè dico ma dove cavolo la vede la somiglianza ‘sto coso??? ma ti sembro così……come dire? baffona? eppure la ceretta l’avevo fatta quel giorno…si insomma ‘sto coso dice che io somiglio a Charles Bronson!!!

 

 

 

 

Miti e leggende del Medioevo di Erberto Petoia

Un lungo viaggio attraverso leggende che hanno visto la nascita nel periodo medievale. La maggior parte di esse ha un’impronta fiabesca dove il protagonista in genere è un cavaliere che incontra una fanciulla bellissima di cui si innamora seduta stante e che gli dona il suo amore e una quantità immane di ricchezze in cambio di una promessa che puntualmente non viene mantenuta facendo così cadere nella povertà il giovane e dividendo per sempre i due amanti. Altre invece raccontano episodi che hanno visto la nascita di molti miti religiosi come l’esistenza del purgatorio o la santità di Sant’Antonio e San Patrizio.

La maggior parte di queste leggende mi era completamente sconosciuta fatta eccezione per la leggenda di re Artù, quella di San Martino e quella de L’acqua della vita. Ho trovato molto interessanti per via dell’impostazione sicuramente più matura e un pò più realistica La leggenda di Pilato, La castellana di Vergy, Gerberto e Meridiana e L’isola delle due fonti. Mi sono piaciute anche La monaca di Watton e la Papessa Giovanna, quest’ultima anche è piuttosto nota; mentre ho trovato particolarmente inquietanti La visione di Alberico de’ Settefrati, nata in seguito alla reale confessione del giovane Alberico che all’età di 10 anni colpito da un’infermità giacque quasi morente per 9 giorni durante i quali ebbe la visione di quello che fu considerato poi il Purgatorio. Naturalmente il racconto col passare dei secoli è stato arricchito a piacimento dei vari frati venuti a conoscenza del racconto. E anche Viaggio di una donna nell’adilà che racconta l’esperienza della madre di Gilberto di Nogent, che, anche lei come Alberico de’ Settefrati, sarebbe stata condotta all’interno del purgatorio. La particolarità di questa storia è data dal fatto che si trattava di una donna laica e l’esperienza l’abbia toccata in una vicenda molto personale.

Sinceramente il libro non è tutto questo granché soprattutto per quelle che sembrano una serie di favolette molto simili a quelle che mi raccontava mia madre quand’ero piccola. Alcune però come detto sopra sono interessanti da conoscere. Può essere comunque considerata una guida per chi vuole cominciare a studiare la storia Medievale.

 

Lento e inesorabile

panchina-nel-parcoDa lontano un’immagine sfuocata si avvicina, lentamente, diventando sempre più nitida rivelando due figure curvate dal peso dell’età.

Lei. Un foulard vecchio stile avvolto sui capelli argentati, una maglia di cotone pesante, grigia, con sopra una giacca di lana anche se il sole batte forte e la temperatura supera i venti gradi, una gonna anch’essa di lana e ai piedi un paio di mocassini neri. Il volto solcato dalle rughe si ripara in parte dal sole con un paio di enormi occhiali. Cammina piano appoggiandosi ad un bastone con la mano destra mentre con la sinistra si aggrappa al braccio del marito.

Lui. Vestito con abiti pesanti come lei, un vecchio copricapo in testa per riparare il cranio canuto dai caldi raggi solari. Precede la sua compagna di un passo, quasi trascinandosela dietro. Con la mano libera mantiene una vecchia radiolina che emette una melodia in cui si riconosce il suono di un pianoforte.

Insieme hanno più di cento ottanta anni.

A un tratto lui si ferma, si volta verso di lei e con un filo di voce, consumata ormai dall’età, le chiede se vuole sedersi sul muretto per riposarsi. Lei osserva il punto indicatole e, forse intimorita dai giovani seduti nei pressi, risponde di no, che non ne ha bisogno. Camminano ancora per un paio di metri, sempre procedendo lentamente e lui si ferma ancora una volta ripetendole la domanda. Lei guarda il muretto vuoto e fa un cenno con la testa come a dire “..bhè..si…forse è meglio”. Si avvicinano al muretto e con movimenti lenti e anche un pò aggraziati si accomodano, osservando il viavai di persone, godendosi un pò di frescura generata dall’ombra dell’albero che li sovrasta e continuando ad ascoltare la musica che esce da quella radiolina da cui non si separano mai e che li ha accompagnati in tanti anni facendo da sottofondo alle loro risate e alle loro lacrime. Lui avvicina la sua testa a quella di lei e le sussurra qualcosa a cui lei risponde con un cenno affermativo del capo.

Decidono che è arrivata l’ora di ritornare a casa. Lui più agile si leva per primo e aiuta lei ad alzarsi piano e la sostiene con tutta la sua forza fin quando non ritrova la stabilità del suo bastone. Si dirigono verso il marciapiedi sul lato opposto della strada. Lui sale il gradino mentre lei incontra più difficoltà ma dopo un momento che sembra quasi interminabile lo raggiunge e insieme si allontanano passo dopo passo per poi scomparire dietro l’angolo. A testimonianza della loro presenza celata alla vista, il suono di una radiolina in lontananza che gracchia una sinfonia in cui si riconosce il suono di un pianoforte.

E ma allora ditelo!

Di fronte al mio ufficio un cartellone pubblicitario di un noto centro estetico recita così:

SCOPRI IL BELLO

PACCHETTO ESTATE a soli 599 euro

la rata mensile la scegli tu!

 

Quando ho proposto loro 1 € al mese per 50 anni m’han detto che non si poteva fare.

E’ di nuovo lunedì

Sono tornata ieri sera tardi dalla cresima. Mi fanno male i piedi, mi fa male pure un pò la pancia (tra l’altro stasera arriva pure mia cognata da Milano e spero di rimandare la visita dei saluti a domani perchè oggi proprio non ce la faccio) e come se non bastasse oggi è di nuovo lunedì.

Si ritorna al lavoro dove sto notando adesso che mi è sparita l’ennesima penna: ma com è possibile che una penna non riesca a durarmi mai più di un mese? Dov è che vanno a finire? La cosa assurda poi è che spariscono sempre e solo quelle con cui mi trovo meglio a scrivere. Non sto dicendo quelle belle carine e costose che qualcuno potrebbe dire “bè ovvio la gente non è stupida, cosa vuoi che se ne faccia di una bic?”, sto dicendo quelle che mi trovo meglio ad impugnare, con cui scrivere diventa un piacere e non un supplizio (a me non è che piaccia tanto scrivere, preferisco i tasti della tastiera) e allora mi domando come fa la gente a sapere che quelle sono le penne che preferisco? Mica lo vado a sbandierare ai 4 venti “Sapete io con questa penna mi trovo proprio bene!” che uno potrebbe pure pensare male. E alla fine mi ritrovo con le pilot che costano un sacco ma sono scomode perchè c’hanno quell’inchiostro che se non lo fai asciugare come si deve ti macchiano tutto il foglio mentre la bic (in realtà è un’imitazione della bic) che costa 45 centesimi sparisce sempre! Lo so 45 centesimi sono nulla ma daje oggi e daje domani in un anno sono € 5.40 con cui potrei comperarmi un panino il sabato sera!

O no?

E a proposito sabato sera senza panino sono andata al cinema a vedere quel piacione di Angeli e Demoni (Favino è sempre un gran figo, non che non sia un bravo attore, anzi, ma il suo personaggio non gli permetteva di mostrare granchè le sue capacità). Sicuramente più bello de Il codice Da Vinci, la trama è sviluppata meglio, meno di corsa. Onestamente non capisco le critiche fatte dalla Chiesa: passi per Il codice Da Vinci, dove si insinuavano cose un pò scomode, ma questo non è nè più nè meno che un thriller con un prete un pò fuori di testa e nient’altro. Noi ormai non ci scandalizziamo più quando un sacerdote pedofilo viene semplicemente trasferito di parrocchia anzichè essere cacciato dall’ordine e a loro invece ‘sto film gli è sembrato, aspè com è che l’hanno definito? denigratorio, diffamatorio ed offensivo! perchè poi? perchè si da per scontato l’antagonismo con la Scienza? E dagli torto!

ohmmmm!

“Non cedere! Non cedere! Non cedere!”

E’ il mio mantra per resistere a quella sordida tentazione chiamata facebook!

 

Intanto vi saluto e vi auguro un buon fine settimana. Io sarò in quel di Nova Siri a ritrovare qualche vecchio amico e a festeggiare la cresima di mia cugina.

Buon week end!!

Wire

wired

In questo mondo niente è sicuro se non le tasse e la morte !

B. Franklin

DIO di Davide La Rosa

Si tratta di una raccolta di vignette a cura di Davide La Rosa (lo stesso delle vignette di Voyager NdM) aventi come protagonista Dio, raffigurato con il classico triangolo da un occhio solo, che qui viene rivisitato e visto come un personaggio sarcastico, ironico, un pò sadico, che fa confusione tra le sue stesse creature, che odia a morte personaggi come Pippo Franco ed è convinto che i Pooh siano i 4 cavalieri dell’apocalisse. Insomma c’è tanto da ridere e se non vi basta (come a me) c’è sempre il suo blog, Mulholland Dave, aggiornato quotidianamente con le avventure, tra le altre già citate, di Marco Columbro, il detective Smullo, la Pimpa e Papa Sisto. Leggetelo, io l’ho scoperto da poco ma Davide è diventato già il mio idolo. :)

 

Giusto per parlare d’altro, ieri è stato il primo giorno di mare (senza bagno) e quindi della fatidica prova costume che ogni anno arriva imperterrita come l’influenza. Devo dire mi aspettavo peggio, col costume giusto sono riuscita a nascondere un pò di cellulite. A mare si stava bene, l’aria era fresca e l’acqua pulitissima, un pò meno invitante il panorama con le canne fumarie dell’ILVA e una nave che non ho capito bene se era una petroliera o un peschereccio… La sabbia pure faceva un pò schifo perchè ancora non è stata pulita, vabbè mi sa che era meglio se evitavo di raccontare l’avvenimento; una cosa buona però c’è: appena tornata a casa mi sembrava di essere in vacanza, mi sono sdraiata sul letto dove mi ha sorpreso un piacevole torpore che mi ha fatto addormentare mentre i miei in cucina divoravano la pasta al forno.

Domani 21/04.2009

Ne avrete sicuramente sentito parlare, alla radio o in tivvù: si tratta dell’iniziativa promossa da Giuliano Sangiorgi e Jovanotti che hanno registrato il singolo in un solo giorno insieme ad altri 54 artisti della musica italiana, i cui proventi serviranno per ricostruire il conservatorio “Alfredo Casella” e il Teatro Stabile d’Abruzzo dell’Aquila, andati distrutti durante il terremoto. Il sito ufficiale è qui e se volete potete scaricare uno dei tanti banner per il vostro blog come quello qui accanto.

Il 21 giugno invece a San Siro si terrà il concerto “Amiche per l’Abruzzo” ideato da Laura Pausini. Anche qui grande sfilata delle cantantesse compatriote. SITO UFFICIALE. Anche se è ancora in fase di costruzione.

Probabilmente due delle migliori iniziative ideate: arrivano ad una gran fetta di pubblico permettendo, speriamo, di racimolare un bel pò di soldini.

Io vi saluto e vi auguro un buon fine settimana (fine settimana che avrei dovuto passare tra Caserta e Napoli e invece nada! Mi sa che qualcuno si è divertito a gufare!).

A lunedì!

Il dio delle piccole cose

Romanzo d’esordio, nonchè unico, di Arundhati Roy diventata la prima scrittrice indiana a vincere il Booker Prize.

Devo ammettere che non leggevo un libro così bello da mesi. La storia, ambientata nell’India di fine anni sessanta, parla di Ammu, giovane donna con due figli gemelli, che abbandona il marito alcolizzato per tornarsene nella casa dei suoi genitori, dove finisce con l’innamorarsi di un operaio della fabbrica di famiglia. Ammu verrà condannata dall’intera società, inclusa la sua famiglia, prima per la sua condizione di divorziata e poi per aver concepito un amore proibito. Ma la ricchezza e la bellezza del libro è data dai due gemelli, Estha e Rahel, si perchè la storia viene vista e raccontata attraverso i loro virginei occhi di bambini.

Il libro a tratti fa ridere fino alle lacrime, in altri riesce ad indignarti per la crudeltà di una società che vuole imporre alle persone chi, come e quanto si deve amare, in altri invece commuove tanto da far star male per la ricchezza di sentimenti di cui è pervaso: fa tenerezza il piccolo Estha, col suo ciuffo alla Elvis e la sua matura compostezza, il suo senso pratico, provi dispiacere per lui, per quello che è costretto a subire prima dall’uomo delle limonate e infine quando cerca di salvare la persona che ama di più al mondo, no non Rahel, perchè Rahel non conta, loro sono come un’unica anima siamese, ognuno dei due sa cosa pensa l’altro, Rahel sa cosa gli ha fatto l’uomo delle limonate anche se non era presente, sono la stessa persona in due corpi separati. Madre e figli sono accomunati oltre che dal loro legame, da un uomo, Velutha, l’operaio della fabbrica. Tutti e tre lo amano, in maniera diversa s’intende, ma questo affetto non è destinato a durare e infine, alla sofferenza per aver perso un amico caro si aggiungerà, per colpa di qualcuno incapace di provare veri sentimenti di affetto, il rammarico per aver condannato un innocente e il dispiacere per non aver vissuto insieme gli ultimi drammatici anni di vita della loro tanto amata Ammu.

Non so se quello che ho scritto è abbastanza per convincervi a leggere il libro, ma vi assicuro che Il dio delle piccole cose è un vero capolavoro, uno dei più bei romanzi mai scritti al mondo!

dolooooooooooore!

Stamane ho mandato in stampa le solite 100 copie delle ricevute di spedizione e come sempre si è inceppato il solito foglio solo che la solita @&%#]*)?&, che sarei io, invece di aspettare qualche secondo prima di tirare fuori il foglio, ha aperto subito lo sportello laterale infilando quel bel ditino indice che si ritrova(va) alla mano destra in mezzo ai rulli. C’erano almeno 50°!! Inutile elencare le diecimila bestemmie che ho lanciato. Fortuna che non c’era nessuno. Ovviamente mi fa ancora male! Il dito è leggermente annerito, è normale? Dite che mi si staccherà un lembo di pelle? Anzi peggio: mi sa che ho perso la mia impronta digitale! O.O scioccante!! Non mi è mai servita granchè ma ora che non ce l’ho più sembra una catastrofe. Non ho più l’impronta digitale!! Quasi riesco ad avvertire la sua mancanza!……però magari ricresce…

1° maggio

Mentre orde di giovani vogliose di sballarsi si radunavano in quel di Roma, io e i miei amici abbiamo deciso di passare una giornata a Gallipoli. Certo, col senno di poi forse sarebbe stato meglio restarsene a casa visto che abbiamo trovato tutto chiuso: castello, cattedrale, museo…tutto! Le uniche cose aperte erano un piccolo santuario dove avevamo pensato di rifugiarci per poter divorare i nostri panini in santa pace lontani da sguardi indiscreti, però la statua della Madonna con Gesù morente ci ha messo un attimino in soggezione, e poi un’altra chiesetta nella parte storica dove appena entrati abbiamo trovato ad accoglierci una statua alquanto inquietante di una suora. A me già le statue di per sè fanno impressione, ma questa faceva proprio paura, roba da avere gli incubi notturni. Sembrava vera…forse ci ha condizionati il fatto che non ci fosse un nome: non era una santa nè una martire nè nessun altro personaggio, era solo una suora messa lì probabilmente a simboleggiare chissà quale ordine. Una mia amica (non posso fare nomi, l’ho promesso!) si è divertita a tormentare la gente del posto chiedendo quale fosse il santo patrono perchè avevamo un pò le idee confuse (e a ragione) visto che la cattedrale è dedicata a Sant’Agata però una marea di altre cose sono dedicate invece a Sant’Andrea: alla fine abbiamo beccato una ragazza di Lecce che ci ha detto che il s.p. è santa Cristina!! (…)

Abbiamo girovagato un pò di qua e un pò di là inseguiti anche da un cane affamato (pensavamo mirasse alle patatine di Ciccio invece mi sa che voleva proprio noi), abbiamo gustato il gelato allo yogurt (anche se devo ammettere che è più buono quello che fanno a Taranto, anche se quello di Taranto non è così buono come quello di Verona…si, li sto sperimentando tutti!) e poi nel pomeriggio siamo passati da Porto Cesareo. Volevamo visitare il museo marino ma ovviamente era chiuso, non abbiamo potuto godere nemmeno del lungomare perchè lo stanno rifacendo nuovo e quindi dovevi camminare tra i mattoni e attrezzi vari, però in compenso abbiamo scoperto dove hanno girato Lost  ghghgh :P . isola

Per convincerci di non aver fatto un viaggio a vuoto abbiamo fatto un giro al Luna Park, l’unica cosa aperta: ci siamo fiondati sulla pesca dei cigni attratti dal cartello SI VINCE SEMPRE peccato non specifichino che si tratta sempre di una ciofeca e chissà perchè i regali più ambiti restano sempre lì…probabilmente li regaleranno quando non li vorrà più nessuno. Comunque se proprio v’interessa io ho portato a casa un’imitazione dei transformers che regalerò a mio nipote.

Ah! Mi stavo dimenticando della cinese con i capelli arancioni (ma perchè c’hanno la mania di tingersi sempre i capelli con colori pacchiani??) che voleva rifilarci un giocattolo di hello KAtty spacciandolo per originale hello kitty. “GUALDA GUALDA E’ OLIGINALE, OLIGINALE! VEDI C’E’ MALCHIO CE”. A parte che quel marchio CE probabilmente non sta per Comunità Europea ma per China Export, ma non sapevo che il povero micino avesse subito un’operazione per diventare un coniglio! e oltretutto Hello Kitty manco me piace. Poi c’era il simpatico vecchietto che invece mi voleva vendere un setaccio per la farina grande quanto la mia mano a 5 €, e insisteva dicendo che si trattava di un pezzo antico fatto artigianalmente…dev’essergli sfuggita l’etichetta MADE IN CHINA che c’era incollata sopra!castello

Tutto sommato comunque è stata una giornata piacevole e anche fruttuosa, visto che ho trovato il posto dove mi sposerò!!  :))

Foresta nera (rivisitata)

Ho fatto questa torta più di 1 mese fa…ma non ricordo per quale occasione, anzi mi ero persino dimenticata di averla fatta… :P Gli ingredienti sono per una teglia dal diametro di 28 cm.

Ingredienti:

  • 600 g panna
  • 500 g cioccolato fondente
  • 450 g farina
  • 300 g zucchero
  • 190 g burro
  • 180 g yogurt
  • 120 g cacao amaro
  • 4 uova grandi
  • 1/2 kg di fragole
  • 2 bustine di vanillina
  • 1 bustina lievito per dolci
  • 150 cl latte
  • sale q.b.

Procedimento:

Scaldate 200 g di panna (già zuccherata) con 60 g di burro. Togliete dal fuoco e aggiungete 1 bustina di vanillina e 400 g di cioccolato fondente tritato. Montate il resto del burro con lo zucchero, unite le uova e il resto del cioccolato fuso a bagnomaria. Unire il latte, la farina setacciata con il cacao, lo yogurt, l’ultima bustina di vanillina e un pizzico di sale. Versare il composto nella teglia imburrata e foderata con carta da forno, meglio se è con il bordo sfoderabile, e cuocete in forno caldo a 180° per 40 minuti. Montate la panna rimasta e mescolatevi la metà delle fragole a pezzetti (eventualmente prima fatele comunque macerare con un pò di zucchero e limone così si ammorbidiscono) e porre in frigo.

Tagliate il pan di spagna in 3 dischi. Se sono troppo asciutti bagnateli magari con un pò del succo delle fragole diluito con un liquore. Spalmare sul primo disco 1/3 della panna con cioccolato e metà della panna con le fragole. Coprire col secondo disco e farcire allo stesso modo. Finire con il terzo disco e ricoprire tutto con la panna e cioccolato. Decorare con le fragole e porre in frigo almeno per mezz’ora.