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Lasagne alla genovese
Prima di salutarvi e augurarvi un buon week end vi lascio la ricetta delle lasagne alla genovese. Preparate qualche domenica fa sono andate letteralmente a ruba, persino mio papà (che non mangia il pesto) e mia sorella (che non mangia i fagiolini) le hanno divorate. ps. la foto è presa da internet. PROCEDIMENTO Preparate 1 l di besciamella a base di burro, scalogno, farina e latte insaporita con noce moscata, sale e pepe. Tagliate a cubettini 200 g di fagiolini surgelati (100 g se sono freschi) e 400 g di patate e lessateli in acqua bollente salata per 15 minuti circa. Dopodichè andrete a comporre la lasagna. Io ho utilizzato una teglia quadrata di circa 20/25 cm per lato e ho unito la besciamella al pesto ottenendo quindi un’unica crema ma molti preferiscono fare due strati separati; per la quantità del pesto regolatevi in base ai vostri gusti. Nella teglia stendete quindi un leggero strato di besciamella e coprite con le lasagne avendo cura di bagnarle ogni volta con un pò di brodo caldo; fate quindi un altro strato con la salsa di besciamella e pesto, il ripieno di fagiolini e patate e di nuovo besciamella e pesto; proseguite così fino ad esaurimento dei prodotti. Se volete farla ancora più ricca potete aggiungere anche un pò di sottilette e del prosciutto cotto. Infornate a 200° per 20/25 minuti. Devo dire che questo piatto è stata una vera e propria scoperta. Le lasagne alla genovese sono buonissime e saporitissime senza risultare pesanti o stomachevoli. Bon appetit! Gabriella garofano e cannella – Jorge Amado
Gabriella garofano e cannella è ambientato negli anni ‘20 e le vicende si svolgono nel porto di Ilheus, fiorente cittadina brasiliana in pieno sviluppo. Due le storie protagoniste, distinte ma collegate: la prima racconta la passione sfociata fra Gabriella, giovane mulatta del Sertao, e Nacib Saad, proprietario del bar Vesuvio, mentre la seconda narra le lotte politiche tra i vecchi possidenti delle terre di cacao capeggiati da Ramiro Bastos e la nuova generazione innovatrice guidata invece dallo straniero Mundhinho Falcao. Come sempre nei suoi romanzi Amado ha il potere di rapire il lettore per trasportarlo in una realtà dal sapore di fiaba, con i suoi avvenimenti drammatici ma dai riflessi freschi e leggeri conditi da una vena di malinconia. Trapela imponente la forza di una cultura così diversa dalla nostra e non puoi fare altro che sognare di trovarti lì. Con questo romanzo del 1958 Amado torna così al Ciclo del cacao, un mondo fatto di prostitute, sicari e colonnelli, protagonisti indiscussi della società del cacao. Curiosità: quando uscì, il libro ebbe un così grande successo che il nome Gabriella venne utilizzato da locali e aziende per dare il nome al succo di cacao. Inoltre il bar Vesuvio non è inventato ma esiste tuttora nella piazza principale di Ilheus. L’altro giorno mi ha chiamato FastwebF: “salve cerco la signora biiip” M: “Si, sono io…con chi parlo?” F: “la contatto per presentarle una vantaggiosa offerta per la telefonia fissa e internet” (la domanda mi sembrava piuttosto chiara CON CHI parlo non che cosa vuoi) M: “no guardi, ho infostrada e mi trovo benissimo!” F: “ma io non la contatto da Infostrada ma da Fastweb…” (ma t’ho detto che mi trovo benissimo quindi che vuoi ancora?) M: “ah, peggio di peggio. Ce l’ho in ufficio ed è una tragedia, anzi contiamo di toglierlo quanto prima” (sullo sfondo si sente mia sorella che urla brava e applaudisce) F: “ma l’ufficio è sempre nella zona di Taranto?” (no guarda è a Montepulciano…la mattina mi alzo alle 6 e col jet supersonico alle 9 sono già arrivata) M: “certo che è a Taranto” F: “e mi può dire come mai non si trova bene?” (sul serio lo vuoi sapere? però poi non ti suicidare…) M: “bè…per prima cosa i fax sono più le volte che non arrivano che quelle che arrivano, il segnale è bassissimo e a volte per inviare una pagina ci metto 5 minuti d’orologio, per non parlare del pos: è normale che per fare una banalissima transazione debba stare lì a guardare il coso per un tempo che sembra interminabile? Poi ogni tanto internet va a farsi una passeggiata e sparisce per giornate intere, lo stesso dicasi per il telefono e non le dico quando spariscono insieme: resto letteralmente isolata nel mio ufficio e non posso nè chiamare nè ricevere, se dovessi morire in quegli istanti senza poter chiamare nessuno sappia che ho avvertito la mia famiglia di farvi causa per omissione di soccorso e vogliamo parlare dell’attesa infinita ogni volta che cerco di mettermi in contatto con l’assistenza…?” F: “tu tu tu tu…” Oddio s’è suicidata per davvero? Ciambella di mele
In attesa che arrivi l’autunno con i suoi colori caldi e l’odore dei camini ho preparato una ciambella usando la cannella e le noci che mi ricordano tanto questa stagione, anche se continua a fare caldo…
Sbucciare e pulire una mela, tagliarla a pezzetti e bagnarli per qualche minuto in acqua fredda salata. Sgocciolarli e asciugarli per bene e mescolarli insieme a 2 cucchiaini di cannella, 10 g di zucchero di canna e 100 g di noci tritate; mettere da parte. In una terrina lavorare 120 g di burro con 3 uova, aggiungere 150 g di zucchero di canna e 300 g di farina alternati ad altre 2 uova. Unire 2/3 cucchiai di rum, il composto di mele e noci e infine una bustina di lievito per dolci. Versare tutto in una teglia imburrata e infarinata, cospargere la superficie con altro zucchero di canna e cuocere per 45/50 minuti in forno caldo a 170°. Sfornate e fate intiepidire. Mangiatela quando è ancora un pò calda all’interno. Fa caldoIl cielo è grigio, gli alberi hanno già tirato su l’abito autunnale e tira vento con qualche goccia di pioggia ma la temperatura è alta. Tanto che si potrebbe andare anche a mezze maniche. Strano questo tempo… Qualche consiglio sui film visti questa settimana.
EX Commedia brillante, niente a che vedere con i soliti cine-panettone della coppia Boldi/De Sica. Cast d’eccezione, da Silvio Orlando a Claudio Bisio passando per Claudia Gerini e Alessandro Gassman. L’intento è quello di ritrovare la classica commedia italiana (in questi giorni è in uscita anche Oggi Sposi), quella che fa ridere senza cadere nel volgare. Consigliato.
AWAKE – ANESTESIA COSCIENTE Thriller dal ritmo un pò lento. Dato l’argomento mi aspettavo qualche scena in stile Saw invece nada, anzi lo collocherei quasi verso il genere drammatico. L’inizio infatti è incentrato sui due ragazzi che non possono vivere alla luce del sole il loro amore e sul problema cardiaco di lui. Arrivati al momento dell’operazione finalmente ci si sveglia un attimo, ma proprio un attimo, poi si ricade nell’oblio e poi fortunatamente si arriva al colpo di scena. Vabbè…ho esagerato un pochino, nel complesso non è poi così male. (S)consigliato.
GRAN TORINO Capolavoro! I film di Eastwood sono uno più bello dell’altro…eh si, quest’ometto col cinema ci sa proprio fare. Non so perchè, dov è che l’ho letto, ma ricordavo che il film centrasse in qualche modo con le corse, una sorta di versione seria di Fast and Furious… o.O invece tutt’altra cosa, genere drammatico che parla del rapporto inesistente di un padre con i suoi figli e di come invece riesce a socializzare e affezionarsi a dei perfetti estranei, aiutandoli in caso di pericolo. Consigliatissimo.
Forse volevano emulare il mitico S.O.S. Fantasmi con Bill Murray senza cadere nel luogo comune del manager imprenditore cattivo rendendolo più moderno col protagonista sciupafemmine, fatto sta che non ci sono riusciti e anzi non ho capito i tre fantasmi che razza di fantasmi sono visto che sono vivi…comunque, il film non è niente di eccezionale e anzi ad un certo punto mi sono pure addormentata (sai che novità?!?). Finale banale, scontato e non hanno provato nemmeno ad esagerarlo coi soliti inni all’ammoore, che sono sempre gli stessi è vero però almeno ti mettono di buonumore, invece manco quello. Sconsigliato. Il buonumoreE’ una cosa strana perchè a volte non ti viene nemmeno se ti concentri a pensare a tutte le cose belle che ti sono successe nella vita, altre invece ti resta appiccicato addosso anche se ti capitano piccole tragedie quotidiane una dopo l’altra come svegliarsi tardi e totalmente rincoglionita di lunedì mattina che già è tragico da sè per l’inizio della settimana, oltretutto fa talmente freddo che per uscire dal letto avresti bisogno della pelliccia intera di King Kong per coprirti, come se non bastasse il caffè d’orzo ti ustiona la lingua perchè ti sei dimenticata il latte sul gas, il parcheggio vicino all’ufficio non lo trovi nemmeno a pagarlo e sei costretta a mettere l’auto lontana e a farti altri 10 minuti di strada a piedi con il vento che ti viene contro e dulcis in fundo arrivi al lavoro e trovi la solita cliente rompiballe che si sta lamentando perchè le avete consegnato il pacco troppo velocemente e invece lei lo voleva con un giorno di ritardo!! Nonostante tutto questo guardo il cielo fuori che è di un grigio che più grigio non si può……e mi sento allegra. Siam pronte alla morteRovinare l’inno di Mameli? Ci ha pensato Calzedonia!
Dite quello che volete ma a me ‘sto spot non piace per niente. Sarà perchè lo trasmettono 10.000 volte al giorno… State of Play / Bride WarsSTATE OF PLAY di Kevin MacDonald
Stephen Collins è un ambizioso giovane deputato. Quando la sua assistente, nonchè amante, muore in uno strano incidente metropolitano si ritrova a chiedere aiuto ad un suo vecchio amico del college, Cal McAffrey, giornalista investigatore, per cercare di scoprire la verità sulla morte della ragazza.
BRIDE WARS di Gary Winick
Liv ed Emma sono amiche da sempre, il loro sogno è di sposarsi al Plaza Hotel di New York con l’uomo della loro vita. Il sogno sembra realizzarsi quando i rispettivi fidanzati chiedono finalmente loro la mano solo che per un fatale errore le nozze vengono prenotate per lo stesso giorno e la stessa ora. Per poter essere quindi presente l’una al matrimonio dell’altra, una delle due sarà costretta a rinviare il matrimonio: comincerà così una serie di vendette e ripicche che porterà ad incrinare notevolmente il rapporto tra le due ragazze. Commedia allegra e divertente tutta al femminile in cui viene fuori tutto il meglio e il peggio delle donne, con le due protagoniste completamente agli antipodi: una timida e riservata, ambiziosa e sicura di sè l’altra. Il tema principale è chiaramente l’amicizia, di come quella solida e vera sia capace di rinnovarsi anche dopo aver toccato il fondo. Non vi svelo quale delle due spose sarà costretta a rinunciare ma vi assicuro che l’epilogo renderà felici entrambe. Il viaggio della strega bambina – Celia Rees
In una vecchia trapunta viene ritrovato il diario di Mary Newbury, una bambina costretta a scappare dopo l’uccisione della nonna incolpata di stregoneria con la quale viveva in Inghilterra. Trasferitasi in America, con la speranza di una vita migliore e più tranquilla, scoprirà purtroppo che la distanza non basterà a proteggerla. Il libro racconta una parte della vita di Mary, il resto è descritto nel seguito Se fossi una strega. Sinceramente ero piena di aspettative per questo romanzo, aspettative purtroppo andate deluse. L’autrice, eccezion fatta per un paio di episodi, non entra granchè nei particolari che rendono Mary una strega ma si sofferma sulla descrizione di quel periodo pervaso di ignoranza e pregiudizi dove tutto quello che non si conosceva e a cui non si sapeva dare un nome veniva indicato come opera del diavolo e si cercava perciò tra i più deboli il colpevole che quasi sempre finiva con l’essere una donna, in genere una levatrice, con più conoscenza rispetto agli altri del corpo umano, di erbe, etc. Il libro viene impostato come fosse una storia vera, tanto che si conclude con un indirizzo email a cui scrivere nel caso in cui qualcuno abbia ulteriori notizie di Mary Newbury, ma facendo una veloce ricerca su internet non si impiega molto a scoprire che si tratta di una made up story, cioè una storia inventata, perciò se avevo una minima speranza che il racconto fosse monotono proprio perchè reale questa è andata a farsi friggere. Il libro non è comunque negativo, forse è colpa mia che avevo idealizzato troppo perchè in effetti le recensioni che circolano su internet sono totalmente opposte alle mie, perciò prima di dare un giudizio definitivo mi riservo di leggere il seguito (chissà dove chissà quando), sperando che sia un pò più eclatante. Mi mancano le farfallePrima di partire per la Slovenia ho pensato bene di riordinare un pò la mia camera, giusto per non dover cominciare il viaggio con quell’orribile senso di colpa che ci portiamo dietro quando siamo consapevoli che al rientro ad attenderci ci sarà il caos più totale, approfittando dell’assenza dei miei – che erano in vacanza – e di mia sorella che in vacanza non era ma tornava a casa giusto all’alba dalle 5 alle 7 per riposarsi dalla disco prima di andare a lavorare. Ho praticamente svuotato tutta la stanza per poi rimettercela dentro e non immaginate cosa c’ho trovato: ricordi che ricordi più non erano perchè me li ero scordati, pezzi di vita nascosti sotto il letto o aggrovigliati nell’armadio ma soprattutto sono riaffiorate le mie innumerevoli collezioni. Di cosa? Di tutto! Col passare degli anni ho collezionato l’impossibile, cose talmente diverse tra di loro a testimonianza delle mie crisi esistenziali che ogni tanto mi assalgono; se penso a quanti soldi ho speso mi viene il panico perchè a quest’ora potrei avere la camera un pò più vuota – e un pò più in ordine – e sicuramente più soldi…mhmm no, questi ultimi forse no… Dunque le prime collezioni sono anche le più ovvie: schede telefoniche e francobolli. Insomma francobolli mica tanto, ricordo che volevo cominciare – avevo 12 anni – per copiare mio cugino e ne ho staccati giusto un paio da qualche cartolina ricevuta, rovinando tra l’altro anche la cartolina con leggero disappunto di mia madre. Con le schede invece mi misi proprio d’impegno, ne ho collezionate circa un migliaio, qualcuna anche straniera, e ricordo che in quegli anni entravo nelle cabine telefoniche per cercarle: una volta ne ho trovata una a tiratura limitata e ho pensato che la persona che l’aveva lasciata lì doveva essere pazza per rinunciare così a quel tesoro… Chiaro che la pazza probabilmente ero io. Alle altre collezioni non so dare un ordine cronologico – colpa delle crisi esistenziali –. C’è stato un periodo in cui ero fissata con gli spilloni per capelli. Ero diventata cliente abituale di un negozietto che sta al centro commerciale, anzi ho il sospetto che li ordinassero solo per me. Poi ho cominciato a perdere i capelli. Una delle più recenti invece è quella dei Mini Trudi, ma poi hanno aumentato il prezzo, in più mettici il fatto che si riempiono di polvere e io odio togliere la polvere, soprattutto dai peluche, mica è una cosa da niente, così ho comprato un cesto in vimini e ce li ho messi dentro. Almeno adesso posso dire che non ne compro più perchè il cesto è pieno. Poi è stata la volta della pallematte, avete presente? Quelle palline colorate che si trovano nei distributori? Mi dava una mano anche mia sorella e una volta ci eravamo talmente afflippate con una pallina che non usciva mai che abbiamo passato mezz’ora davanti alla macchinetta per studiare il modo di farla uscire. Non abbiamo risolto granchè ma la costanza – ovvero spendere 0,50 centesimi ogni volta che passavamo di lì – ci ha premiati e dopo qualche mese la pallina è venuta fuori da sola. Non vi racconto l’emozione provata in quegli istanti. Credo di sapere come si è sentita la Vezzali alla sua 357esima medaglia d’oro. Abbiamo smesso quando la mensola su cui poggiavano tutte le palle si è inclinata di 5 centimetri. A vent’anni collezionavo i numeri di AD – la rivista di case e arredamento – . Ricordo solo che costava un sacco di soldi – a quell’epoca c’era ancora la Lira – e che un giorno mi sono detta “ma a che ca22o mi servono sti giornali se vivo ancora con i miei e non si vede uno straccio di fidanzato all’orizzonte?”. E ho smesso. Quando ho conosciuto Andrea invece è stata la volta dei biglietti del cinema. Ogni volta che andavamo a vedere un film TAC! il biglietto era la prima cosa a cui pensavo. Quando andavamo in gruppo capitava che fosse una persona sola a prenderli per tutti e io per tutta la durata del film stavo lì a pensare a come avrei potuto chiedergli di darmi il mio biglietto senza sembrare esaurita. Ho smesso perchè…non ricordo perchè ho smesso. Probabilmente ho cominciato semplicemente a dimenticarmene e a cestinarli per sbaglio insieme alle carte sporche del KitKat. Per un periodo ho collezionato anche i pupazzetti del McDonald, una mia amica me li portava persino da Bologna, ma dopo un pò ho cominciato ad accusare un leggero dolore al fianco… Per non parlare dei sottobicchieri……che magicamente una sera sono spariti dalla mia parete per essere ritrovati qualche settimana dopo nell’anta interna dell’armadio di mia sorella……così ho pensato che si trattava di una collezione troppo pericolosa e ho lasciato perdere. Ora invece colleziono rosari – si quelli per recitare le preghiere…lo so è strano se si pensa che non frequento molto le chiese – e riproduzioni di monumenti acquistati nelle città che visito. Tzè! Altro che Italia in miniatura , tra poco a casa mia ci sarà il Mondo in miniatura!! Ho solo un dubbio: di Taranto meglio prendere il Ponte Girevole o le cozze? Io vi dichiaro…Ecco le foto del matrimonio (cliccando sul link ce ne sono altre). E’ stata una bella cerimonia – in chiesa, officiata da un cugino – e una bella festa – al ristorante – . Il cibo era ottimo e fortunatamente abbiamo beccato il sole. E’ stata una giornata molto intensa ed emozionante, gran parte passata a piangere, bastava vedere qualcuno commuoversi e tac! cominciavano a piangere tutti. Meno male che non sono andata a pagare per farmi truccare… La sposa inoltre ha riservato a noi cugine una piccola sorpresa: ci ha fatto trovare un bouquet a testa (non proprio a testa…il fioraio ne ha dimenticato uno e Federica [quella con l’abito color pesco :P] è rimasta senza… o.O) e ci ha costrette a farle da damigelle. D’obbligo la spaghettata dopo la cerimonia a casa degli sposi all’una del mattino. Non so se sia dipeso dal coinvolgimento emotivo ma è stato davvero tutto bellissimo…e a quanto pare, a detta di tutti quanti, i prossimi a sposarsi saremo io e Andrea… -.- ma beeeene!! Oddio dopodomani mia cugina si sposa!!E’ la prima cugina che si sposa, cioè non proprio la prima in assoluto, è la prima dalla parte di mia madre ma siccome con la famiglia di mio padre non mi ci vedo e non mi ci sento è come se fosse la prima… E perciò mi sento nervosa come se dovessi sposarmi io, ho addirittura gli incubi notturni. L’altra notte ho sognato che sporcavo l’abito con……le mie cose, e al mio risveglio in effetti ho visto che mi erano venute…bè si forse non ha tanto attinenza col matrimonio. Ieri notte invece ho sognato che avevo dimenticato l’abito a casa e mia sorella ne aveva preso uno non so dove per rimediare, mentre stanotte…orrore!!…ho sognato di aver dimenticato……IL FONDOTINTA!!! Argh!! Come fa una sposa senza fondotinta?? Ho sognato persino che nelle foto venivo con le occhiaie e il viso color bianco cadaverico!! Vorrà dire qualcosa tutto ciò? Ecco a adesso mi farebbe comodo una medium o una cartomante, qualcuno che possa spiegarmi il significato di questi sogni… Ah! Volevo salutare il signor Giuseppe di Bergamo che mi ha dato il buongiorno stamane urlandomi gentilmente per telefono parolacce varie, insulti e minacciandomi di nonhocapitobenecosa! |
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